Il primo Natale, 5 motivi per non perderlo al cinema

Perché il primo film di Natale di Ficarra e Picone merita la promozione e punta a bissare il successo del precedente L'ora legale

Ficarra e Picone lavorano insieme da venticinque anni. Dopo il successo tra cinema e televisione, hanno deciso per la prima volta di cimentarsi niente meno che con il film di Natale. Scelta difficile, perché Il primo Natale arriva nelle sale il 12 dicembre, una settimana prima di Pinocchio e Star Wars: L’ascesa di Skywalker.

Si tratta dunque, di una decisione rischiosa, proprio perché non vedremo Santa Claus, elfi e renne volanti. Al centro di questa commedia fantastica, diretta dal duo siciliano e scritta con l’onnipresente Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini, c’è il più ovvio e tradizionale degli avvenimenti: il compleanno di Gesù.

Ebbene, Il primo Natale è effettivamente un film delizioso e uno dei migliori esiti di Salvo e Valentino. Non esattamente un film perfetto, ma una fiaba davvero godibile di buon auspicio per il box office italiano. Ecco perché, motivo per motivo.

Il primo Natale senza Babbo Natale

Salvo e Valentino continuano ad interpretare loro stessi. Il primo è un ladro di icone sacre: materialista, egoista e soprattutto ateo convinto. Il secondo è il parroco ingenuo e puntiglioso di Roccadimezzo Sicula, uno che crede nei miracoli e che ogni anno organizza con ostinazione un presepe vivente in quel paesino sperduto.

Quando Salvo ruba il bambinello dalla chiesa di Roccadimezzo, Valentino si lancia al suo inseguimento. Con il classico espediente del viaggio surreale mutuato da Non ci resta che piangere, i due vengono catapultati dal 2019 alla Palestina dell’anno zero. Nello specifico pochi giorni prima della nascita del Salvatore.

L’unico modo che hanno per tornare indietro è intercettare Maria di Nazareth e per farlo, la coppia si avventura in una serie di spassose vicissitudini, tra romani ladroni, ribelli zeloti e uno spietato Erode. Il risultato è un film che, nonostante qualche inciampo specialmente nella parte finale, intrattiene dall’inizio alla fine senza mai annoiare. E punta a bissare il successo del precedente L’ora legale, che nel 2017 ha incassato oltre 11 milioni di euro.

Un cast della Madonna

Nel cast, spicca il sempre ottimo Massimo Popolizio, capace come pochi di essere credibile nei drammi più intensi così come in una commedia in costume nei panni di Erode. La sua voce calda e sensuale diverte e ipnotizza. Lo stesso si può dire di Roberta Mattei, bellezza mediterranea e spigolosa che con quegli occhi neri profondi conquista persino un gretto come Salvo. E ancora, Giovanni Calcagno non se la cava male come leader zelota. Così come Giacomo Mattia è credibile nella caratterizzazione di Isacco. Anche i personaggi secondari, dalla piccola Giovanna Marchetti ai caratteristi marocchini e siciliani (tra i quali spicca Mauro Spitaleri), meritano una segnalazione.

Il cast del film Il primo Natale
Il primo Natale (foto: Medusa Film)

Non è un film (così) buonista

Ficarra e Picone usano la commedia per dire cose non banali sull’Italia (e sul mondo) di oggi. Il film si apre con un televisore 4K che trasmette in Ultra HD le immagini drammatiche di profughi palestinesi e siriani e si chiude con l’odissea in mare dei migranti della Giudea. Perché anche Gesù fu rifugiato assieme ai suoi genitori, quando dovettero fuggire in Egitto. Salvo e Valentino sanno essere drammaticamente seri: scherzano coi fanti e pure con i santi.

Il messaggio di amicizia e unione

Non sarà originale, ma il messaggio del film non potrebbe essere più azzeccato, di questi tempi. Unire la fede e il senso pratico, le idee laiche e la cristianità: questi sentimenti sono alla base dello “scontro” tra i protagonisti. Due poli opposti come Totò e Fabrizi in Guardie e ladri, uniti dalla voglia di ritornare a credere. L’amicizia, la fratellanza e l’amore sono pronti a vincere sopra tutto. Banale, d’accordo: ma cosa chiedere di più o di meglio ad un film di Natale?

Il divertimento oltre lo schermo

Agli occhi di uno spettatore, girare una commedia sembra sempre un’attività necessariamente divertente, ma alcuni film non trasmettono questa sensazione. Il primo Natale, invece, sì: complici le battute e gli sketch, specie quelli che vanno a segno e fanno ridere davvero. Su tutti la geniale scena dei cannoli e della tombola alla corte di Erode. Senza dimenticare lo sforzo produttivo che Medusa ha messo in campo: si respira uno spirito d’altri tempi, da peplum girato a Cinecittà, con centinaia di comparse ed effetti fatti a mano.

A tutto ciò va aggiunto un dettaglio forse superfluo ma non trascurabile. Alla proiezione per la stampa a Roma, Salvo e Valentino arrivano al Cinema Adriano prima di tutti. Si intrattengono con i giornalisti, scattano foto con chi le chiede, sono sorridenti e soprattutto restano in sala a vedere il film. Non lo fa mai nessuno. Ormai Ficarra e Picone è un marchio di fabbrica che mantiene quel che promette: risate e tenero candore.

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