Tre motivi per andare a vedere l’Immortale (anche se non avete mai visto Gomorra)

L’immortale, il film scritto, diretto e recitato da Marco d’Amore, è ufficialmente nelle sale dal 5 dicembre 2019: un esordio da record per l’ambizioso progetto dell’ex protagonista della serie cult tratta dal libro di Roberto Saviano, se si considera che nelle prime 24 ore ha incassato più di 600mila euro e registrato più di 87mila presenze arrivando primo al box office italiano.

Un risultato davvero sorprendente che però ci porta a chiederci, subito, se questo successo è dovuto tutto alla forte presa che la serie TV (giunta quest’anno alla quarta stagione) ha sul pubblico. Ci siamo anche chiesti, guardando il film, se un’esperienza artistica del genere può essere apprezzabile e fruibile anche da chi non ha mai voluto sentir parlare di Gomorra – La Serie.

Questa recensione, infatti, è dedicata a tutti coloro che approcciano a “L’immortale” senza il bagaglio e l’esperienza di un fan del fortunatissimo prodotto seriale di Sky Atlantic ambientato a Napoli e dedicato alla criminalità organizzata locale/nazionale.

Tre motivi per andare al cinema a vedere L’Immortale anche senza aver mai visto Gomorra La Serie

Il primo motivo per cui ci sentiamo di consigliarvi caldamente la visione del film di Marco d’Amore, a prescindere dal vostro legame con Gomorra film e serie, è che, in effetti, la trama è un vero e proprio tradimento della serie.
Uno degli elementi che infatti colpisce di più della storia di Ciro l’Immortale, è che insieme alla cinica e crudele attitudine alla vita del protagonista vediamo anche la sua genesi, il passato che ha preceduto la sua figura da criminale violento e senza cuore. “Nella folle e ossessiva scrittura che ha accompagnato questa sceneggiatura – racconta Marco d’Amoremi sono ritrovato faccia a faccia con Ciro di Marzio (il personaggio da lui interpretato), mi ci sono scontrato, l’ho odiato, l’ho amato, e soprattutto l’ho interrogato: ‘Ma anche tu sei stato bambino, anche tu hai pianto, anche a te mancava la mamma‘”.

Il risultato di questo dialogo è ottimamente rappresentato dai flashback narrativi che, in forma di ricordi, ripercorrono l’infanzia di ‘Ciruzzo l’immortale’: non molti sanno che, come molti personaggi di Gomorra, il suo ‘soprannome’ deriva da un vero aneddoto partenopeo: durante il terremoto dell’80, infatti, crollò per intero una palazzina popolare, lasciando miracolosamente vivo solo un bambino di neanche un mese. Una sorta di miracolo di cui ancora si narra per le strade di Napoli, e che trova in Ciro di Marzio la sua rappresentazione. Se nella serie TV non c’è stato tempo di costruire la sua complessa genesi, ecco che qui si trova la profondità adeguata, grazie soprattutto alla splendida interpretazione del giovanissimo Giuseppe Aiello.

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Giuseppe Aiello interpreta il personaggio di Marco d’Amore da piccolo

Il secondo motivo per cui vi consigliamo di andare al cinema a vedere l’Immortale è la straordinaria cura nelle riprese e nelle fotografie: ambientato tra Napoli (in versione irresistibilmente e verosimilmente retrò) e Riga, Lettonia, il film si compone di fotogrammi d’impatto, larghi campi e colori feroci, ma anche cupi e angoscianti. Le inquadrature sono precise, circoscrivono l’attenzione dello spettatore e si lasciano ammirare come fotografie. “Sono orgoglioso di pensare a come, da quando abbiamo iniziato a girare Gomorra – La Serie ormai 5 anni fa, Napoli sia diventato uno dei set più richiesti d’Italia e del mondo” commenta il regista, emozionato nel cimentarsi per la prima volta in un’opera complessa e ambiziosa come quella di un racconto epico-tragico.


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Un racconto tragico di un personaggio quasi shakespeariano

Sì, perché (è questo è il terzo motivo), al pari di un vero e proprio romanzo epico, l’Immortale ha un prologo e un epilogo ben chiari, e una sorta di ‘morale’ molto sottile (ma estremamente forte) che riesce a connettersi con lo spettatore su di un piano emotivo, più che ‘didascalico’: “Dietro la storia di Ciro di Marzio c’è un messaggio importantissimo: facciamo attenzione all’infanzia – spiegano dai vertici di Cattleyaperché va sempre ricordato che gli uomini che diventiamo sono anche frutto di scelte, ma non sempre ad un bambino è dato da scegliere l’alternativa migliore“. “Io sono stato semplicemente fortunato” ha concluso Marco d’Amore, che come il suo alter ego su grande schermo è nato e cresciuto a Napoli, ma che conosce bene il destino di chi non ha determinate possibilità o, peggio, compie una scelta sbagliata e non riesce a tornare indietro. E (senza spoiler), potremmo dire che l’Immortale è proprio questo: il destino miracolato e al tempo stesso una maledizione senza fine che si intrecciano con decisioni sbagliate e punizioni perpetue, mai definitive.

L’immortale è al cinema, se siete curiosi di conoscere il regista/protagonista e tutto il cast, ecco le date del tour di presentazione: 6 Dicembre Bari, Cinema Galleria e Bari Uci Showville. Il 7 dic. a Bari ore 11.30 incontro col pubblico al Cinema Galleria poi lo stesso giorno a Catanzaro Marco d’Amore saluta il pubblico al The Space. L’8 dicembre al Catania Planet e Misterbianco Uci, mentre L’11 dicembre a Prato, Cinema Giometti. Il 12 dicembre Firenze Cinema Marconi. Il 13 Modena Cinema Victoria. Il 14 Torino, cinema Massaua e Ideal. Il 15, infine, Milano – Anteo.


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