Monica Leofreddi su Diletta Leotta

Mentre la terza puntata di Sanremo ha presentato al pubblico un ‘girl power’ d’eccezione (le avete viste sul palco Giorgia, Gianna Nannini, Elisa, Alessandra Amoroso, Emma Marrone, Laura Pausini e Fiorella Mannoia) impazzano ancora in rete le polemiche riguardo il monologo della prima serata: in particolare è arrivata una vera e propria ‘stangata’ di Monica Leofreddi su Diletta Leotta. Per chi se lo fosse perso, la conduttrice sportiva ha dedicato alla nonna una profonda riflessione che aveva come fulcro: «La bellezza è un valore ed un vantaggio, altrimenti non sarei qui, sarebbe ipocrita negarlo».

La reazione e di Monica Leofreddi su Diletta Leotta ed il suo monologo sulla bellezza

Moltissime le critiche sui social, ma su Twitter si è fatta notare un’aperta frecciatina di Monica Leofreddi su Diletta Leotta: «Con tutto il rispetto per Diletta Leotta, non mi sembra il massimo che la bellezza come valore debba essere rappresentata da una che a 28 anni si è rifatta tutta».

Arriva anche la madre a difendere la figlia dalle critiche sul monologo

Questo il ‘sentimento’ comune di molti commenti negativi e parodie del suo discorso che sono girate su Facebook. Di contro, naturalmente, molti sostenitori ed estimatori della presentatrice che ha inaugurato Sanremo insieme ad Amadeus: «Forse queste parole sono dettate dall’invidia, ma come al solito gli attacchi peggiori alle donne arrivano da altre donne», commentano gli utenti. A dar man forte, poi, arriva la madre della Leotta: “Come al solito siamo proprio noi donne le peggiori odiatrici, le peggiori nemiche di noi stesse. Il monologo di Diletta voleva essere un inno ironico rivolto a tutti, specialmente alle giovani donne, alle ragazze, per spronarle a studiare e a fare sacrifici pur di realizzare i propri sogni. Una grande delusione assistere agli attacchi di donne, giornaliste e donne dello spettacolo, tutte donne, anche donne che contano. Non siamo capaci di unirci per rafforzare il nostro diritto ad essere donne tutte insieme diversamente belle, siamo noi le prime a non guardare oltre la facciata esterna