“Fratello, sei stato la mia metà”: il commovente addio di Enrico Vanzina a Carlo

"Eri la mia metà. Mi lasci disperato e tagliato a metà, con il cuore a metà": ecco le parole dello sceneggiatore in memoria del regista

Enrico Vanzina ricorda il fratello Carlo con un commovente libro, intitolato Mio fratello Carlo e pubblicato da HarperCollins. Ad un anno dalla scomparsa del regista, morto l’8 luglio 2018 all’età di 67 anni per la recidiva di un melanoma, lo sceneggiatore ha voluto scrivere un lungo e toccante omaggio al fratello e amico. Un memoir che ripercorre un momento davvero doloroso: la malattia e i giorni di sofferenza di Carlo.

Enrico Vanzina ricorda Carlo in un libro

Figli di Steno e Maria Teresa Nati, i fratelli Vanzina hanno inventato il genere del “cinepanettone” e la serie delle “Vacanze”, raccontando con le loro commedie l’Italia degli anni ’80. Con vizi, vezzi e stereotipi che reggono ancora oggi nel 2019.

“La notte – scrive Vanzina – può essere una prigione. Impossibile evadere. Di giorno non ci accorgiamo del pericolo che comporta il fatto stesso di vivere”.

Enrico ricorda infatti le ultime ore di Carlo in un ospedale di Siena, che gli rifiuta il ricovero, e poi alla Mater Dei di Roma, la stessa clinica dove morì il padre Stefano nel 1988.

Quei momenti, scrive lo sceneggiatore, “in cui ogni cosa ti diventa ostile. Hai paura di tagliarti con una forchetta, di scivolare sul lembo di un tappeto. Senti la tua casa che scricchiola. Temi che intorno a te tutto possa crollare. L’ignoto soffia come un vento in tempesta”.

Ma anche la “bugia” raccontata alle nipoti Virginie, Isotta e Assia, alle quali è stato detto che papà Carlo aveva “soltanto” una polmonite.

Un primo piano di Enrico e Carlo Vanzina
Enrico e Carlo Vanzina (foto: Twitter @ciakmag)

Carlo Vanzina, la morte e il ricordo di Enrico

Distrutto dal dolore, Enrico si rimprovera di non aver protetto il fratello minore, nato due anni dopo di lui.

“Sei stato il fratello migliore del mondo – ricorda commosso Enrico –. Eri la mia metà. Mi lasci disperato e tagliato a metà, con il cuore a metà. Ma ti prometto di continuare, come mi hai chiesto tu, quella leggera e fantastica avventura nel cinema che abbiamo vissuto insieme. Conservo nell’anima il ricordo del tuo umorismo, del tuo immenso talento e della tua bontà. Dammi la forza per andare avanti”.