Alessio Boni sarà l’eroe borghese Ambrosoli: “Un esempio per l’Italia”

Nella fiction in onda in autunno, la Rai ricorda l'avvocato ucciso 40 anni fa

Alessio Boni sarà Giorgio Ambrosoli in una delle fiction più attese della prossima stagione tv. L’attore si è calato nei panni dell’avvocato nominato dalla Banca d’Italia commissario liquidatore della Banca Privata Italiana di Michele Sindona e ucciso da un sicario l’11 luglio 1979 perché “se l’andava cercando”, come disse Andreotti. Ovvero perché aveva scoperto nella gestione finanziaria di Sindona gravi irregolarità contabili e inquietanti connivenze con politica, massoneria e Vaticano. Nessuna autorità pubblica presenziò ai suoi funerali, ad eccezione di Paolo Baffi della Banca d’Italia.

Alessio Boni, fiction su Giorgio Ambrosoli in arrivo

Uno dei casi più infami e vergognosi della nostra storia recente diventa ora una docu-fiction prodotta dalla Stand By Me di Simona Ercolani in collaborazione con Rai Fiction. La serie vede Boni indossare gli abiti dell’eroe borghese, come lo definì Corrado Stajano, e si basa sulla testimonianza degli figlio Umberto.

“Ambrosoli – racconta Boni al Corriere della Sera – non era un poliziotto, un carabiniere o un magistrato. Era un tecnico, che, pur capendo i rischi, ha fatto quello che doveva solo per etica, perché era suo dovere. Che esempio”.

L’attore ha dovuto completamente inventare il personaggio. In passato è stato Fabrizio Bentivoglio ad interpretare Ambrosoli nel film di Michele Placido, Un eroe borghese. Era il 1995 e già allora non c’era materiale video sull’avvocato, neanche nelle Teche Rai. “Per fortuna – ricorda Boni – ci sono i figli, le persone che l’hanno conosciuto, che spiegano chi fosse”.

Un primo piano di Alessio Boni
Alessio Boni (foto: Facebook @AlessioBoni.OfficialFP)

Giorgio Ambrosoli, figlio Umberto aiuto prezioso per la Rai

Boni sarà ancora una volta un grande italiano, come Enrico Piaggio in un’altra fiction che vedremo su Rai 1. “Non siamo maleducati – spiega l’attore sul perché Ambrosoli sembri così poco italiano – ma ineducati. Non abbiamo mai avuto un governo forte che ci ha insegnato le regole. Sta a noi singoli dover fare, a turno, gli Ambrosoli. Lui ci ha dato una lezione. Dobbiamo ricordarci che siamo figli anche suoi. Di Dalla Chiesa, Falcone… Come vorrei che fossero loro a rappresentarci”.

“I politici – conclude Boni – dovrebbero lavorare per ‘noi’, invece è tutto un discorso sull’‘io’. Un gioco di esposizione e vanità, dicendo anche tante cose non vere per un voto”. La vicenda di Ambrosoli servirà, a 40 anni dalla sua scomparsa, a ricordare un uomo divenuto “eroe” solo per aver voluto fare il proprio dovere.

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