Terence Hill rivela: “Quando entravo in scena con Bud Spencer, mi trasformavo”

L'attore, intervistato da Tommaso Paradiso, racconta gli inizi difficile e il legame speciale con Bud

La carriera di Terence Hill, soprattutto agli esordi, non è stata tutta rose e fiori. Classe 1939, secondogenito di tre figli, Mario Girotti ha cominciato a recitare da bambino. È Dino Risi a scoprirlo per puro caso: è il 1950 e il regista, anche lui al debutto, lo nota durante una gara di nuoto. La prima apparizione sullo schermo arriva a 12 anni nella commedia Vacanze col gangster. Da allora, Terence non si ferma più. Continua a fare film per pagarsi gli studi, ma “non mi piaceva”. Almeno fino all’incontro con Mario Pedersoli, in arte Bud Spencer.

Terence Hill oggi rivela: “Recitare non mi piaceva”

Hill, intervistato da Tommaso Paradiso per Vanity Fair, rivela che è stata la partnership con Bud a fargli scoprire le gioie del cinema. “Ero timido: prima di entrare in scena – racconta l’attore – il cuore arrivava a 150 battiti, spesso mi veniva la febbre. Dovevo farlo, era anche positivo per la mia famiglia. Con Bud ci fu un grande cambiamento. Quando entravo in scena con lui, mi trasformavo. Non so come, ma veniva fuori il vero me di quando ero bambino, non quello represso degli anni seguenti. I film con Bud mi hanno liberato. E penso che sia stato così anche per lui”.

Tra tutti i film girati con Bud, quello che gli è rimasto di più nel cuore perché l’ha cambiato nel profondo è Lo chiamavano Trinità. Su quel set, come in tutti gli altri, Spencer aveva un solo vizio: una cuoca personale.

“La prima cosa che Bud faceva – ricorda Terence – era una lista dei cibi per pranzo che poi consegnava a Ida. La pasta però c’era sempre, era obbligatoria. Io pranzavo sempre con lui nella sua roulotte. Si lamentava che io mangiassi più di lui, ma che non ingrassassi. Per la scena in cui Trinità mangiava una grossa padella piena di fagioli, io digiunai per 36 ore. Affamato com’ero, me li mangiai tutti, inclusa la scarpetta. Quando il film uscì Enzo Barboni mi disse: ‘Sai perché questa scena piace tanto? Perché gli italiani hanno una fame atavica’”.

Bud Spencer e Terence Hill in una scena del film Lo chiamavano Trinità
Bud Spencer e Terence Hill

Terence Hill e Bud Spencer, film per il pubblico: “Ci siamo divertiti”

La coppia ha scritto pagine significative di storia del cinema italiano negli anni ’70 e ’80. Anche se Bud non c’è più, sono migliaia le persone che ancora oggi amano e celebrano i loro spaghetti western, birra e salsicce.

Eppure nel 1970, Trinità è stata un’autentica scommessa. “Io all’epoca – spiega Hill – ero appena sposato con Lori. Le mollai la sceneggiatura e le dissi: ‘Leggi un po’, tu che sei americana… Magari ci capisci più di me’. Lei legge veloce, io piano. Mi disse: ‘A me piace’. Il giorno dopo dal produttore Zingarelli, Bud e io ci siamo guardati: ‘Famolo’, dicemmo. Ci siamo divertiti. Lavoravamo con entusiasmo, ma anche seriamente”.

Ecco perché, a distanza di tanti anni, Bud e Terence sono ancora così amati dal pubblico. Oltre ad essere l’unica coppia a non aver mai litigato.