Striscia la Notizia attacca la Rai: Fiorello, Venier e Sanremo nella bufera

Il tg satirico di Canale 5 punta il dito contro il conflitto d'interessi dell'ufficio stampa Mn e del responsabile Marcello Giannotti

A poco più di due mesi da Sanremo, Striscia la Notizia attacca la Rai e lo fa su un terreno delicato: quello del conflitto di interessi. In un servizio del tg satirico di Canale 5, Antonio Ricci e i suoi puntano il dito contro la Direzione Comunicazione dell’Azienda di Viale Mazzini e in particolare Marcello Giannotti, il responsabile nonché portavoce dell’ad Fabrizio Salini. Striscia accusa la Rai di aver appaltato ad un ufficio stampa esterno la comunicazione di Fiorello, Mara Venier e Sanremo 2020. L’agenzia di comunicazione si chiama Mn e Marcello Giannotti, ora in Rai, ha lavorato proprio lì fino ad oggi. Non solo.

Striscia la Notizia attacca la Rai: ecco perché

Secondo Striscia, una volta finito l’incarico in Rai, Giannotti si sarebbe già garantito un facile ritorno nella società, che proprio grazie a questi recenti incarichi avrebbe acquisito ulteriore credito e visibilità. Insomma, un conflitto d’interessi in piena regola, che arriva nel periodo in cui Salini ammonisce continuamente i dipendenti del servizio pubblico a non ricorrere alle risorse esterne e a valorizzare quelle interne.

Nello specifico, tuttavia, per Viva RaiPlay è stato Fiorello in persona a chiedere il lavoro di Mn, con cui collabora da tempo. Quanto al Festival di Sanremo, negli ultimi cinque anni l’ufficio stampa è stato Daniele Mignardi Promopressagency. Finito il limite massimo dopo il quale non si può più usufruire dell’affido diretto, il nuovo direttore artistico e conduttore Amadeus ha deciso di passare a Mn. Infine c’è la situazione Mara Venier e La porta dei sogni, il suo nuovo programma serale che andrà in onda a dicembre. In questo caso Mn è stato scelto da Banijay, la società che produce la trasmissione e che ha pagato in proprio il lavoro dell’ufficio stampa.

Il servizio di Striscia sul ricorso ad una società come Mn, privata ma pagata dalla Rai, ha suscitato numerose reazioni. La Lega e Michele Anzaldi di Italia Viva hanno presentato un’interrogazione in Vigilanza Rai per chiedere chiarimenti. Il Carroccio e l’ex parlamentare Pd si domandano quale sia a questo punto il ruolo dell’ufficio stampa interno Rai, composto da quindici giornalisti. Anche questi ultimi hanno protestato, chiedendo che il loro lavoro venga riconosciuto.

Un primo piano di Fiorello
Fiorello (foto: Facebook: @Fiorello.Official)

Conflitto di interessi: Rai replica alle accuse

In un comunicato stampa ufficiale, la Rai specifica che la Direzione Comunicazione non può indicare un ufficio stampa esterno. Soltanto “gli editori di riferimento che detengono anche il relativo budget” delle trasmissioni hanno questo potere. “La Direzione – si legge nella nota – si limita a esprimere un nulla osta sulla scelta di ricorrere o meno a una consulenza esterna per determinati tipi di progetti senza intervenire in alcun modo sull’indicazione del fornitore”.

Una faccenda intricata e destinata a non finire qui. La risposta di Salini, infatti, è suonata ambigua. L’ad si è limitato a chiedere “chiarimenti sull’utilizzo dei fornitori contrattualizzati dall’Azienda bel campo della comunicazione”.

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