Cristina Chiabotto è nei guai: deve 2,5 milioni al Fisco

L'ex Miss Italia sarà costretta a cedere tre suoi negozi per ripagare i debiti con le banche e l'Agenzia delle Entrate

Cristina Chiabotto ha debiti con l’Agenzia delle Entrate pari a 2,5 milioni di euro. Complici irregolarità, investimenti sbagliati e affari finiti male, la showgirl ha chiesto e ottenuto dal Tribunale di Ivrea la procedura di liquidazione prevista dalla legge 3/2012. La cosiddetta legge “salva suicidi” permette ai debitori che non sono in grado di saldare i creditori di estinguere i passivi con una dilazione. Il giudice Matteo Buffoni ha acconsentito a questa procedura perché ha ravvisato un’enorme sproporzione fra il debito accumulato e i mezzi a disposizione.

Cristina Chiabotto: Miss Italia piena di debiti

Ora l’ex Miss Italia sarà costretta a vendere i tre negozi di Torino e Borgaro di cui è proprietaria insieme alla sorella (che ha dato l’assenso alla cessione degli immobili) e verserà ogni anno una parte della propria liquidità disponibile.

La situazione finanziaria della soubrette è finita nel mirino della Guardia di Finanza per il periodo che va dal 2008 al 2013: le autorità hanno ravvisato “un comportamento elusivo non fraudolento” nelle sue attività commerciali.

Nelle dichiarazioni del 2018 della Chiabotto, il suo nucleo familiare risulta composto da nonna pensionata, mamma casalinga e sorella studentessa, bisognose di un aiuto di 50mila euro all’anno “per la gestione quotidiana quali utenze domestiche, spese per personale addetto agli anziani e tasse scolastiche”. La showgirl, a seguito del matrimonio con l’imprenditore Marco Roscio, è domiciliata in una lussuosa residenza nel parco della Mandria.

Un primo piano di Cristina Chiabotto
Cristina Chiabotto (foto: Instagram @vanillagirl_86)

Cristina Chiabotto, negozi in vendita per pagare il Fisco

Presa d’assalto nel suo ultimo post su Instagram, pubblicato il giorno prima che venisse fuori questa notizia, Chiabotto ha dichiarato che pagherà “come tutti, le somme affettivamente dovute”.

“Purtroppo – ha detto al Corriere della Sera –, in totale buona fede, mi sono affidata ai professionisti sbagliati. Sono stata mal consigliata sotto il profilo fiscale quando, ancora giovanissima, a 19 anni ho iniziato la mia attività. Non mi resta che attendere l’esito della procedura con la serenità di chi ha la coscienza a posto”.

Cristina non si perde d’animo e ha già predisposto un piano di rientro. La matassa, però, resta ingarbugliata.

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