Paolo Brosio sulla fede durante il covid19: “Dobbiamo rimettere al primo posto Dio”

Non è certo la prima volta che leggiamo una riflessione accorata di Paolo Brosio sulla fede, dopo la sua eclatante adesione alla religione cattolica che ha costituito una vera e propria svolta nella sua vita. A maggior ragione in questo periodo in cui l’emergenza sanitaria nazionale ha previsto anche l’interruzione anche delle messe e dei momenti di celebrazione nelle chiese:

Lo sfogo di Paolo Brosio sulla fede e sulle chiese chiuse: “Nessuno pensa agli anziani che non possono farsi la comunione”

Il Governo guidato dal Movimento 5 stelle non è interessato ai valori cristiani – ha dichiarato il giornalista ad Adkronos – È proprio in questo momento difficile che bisogna chiedere aiuto a Dio. Non puoi affidarti solo alla scienza perché non è Dio, altrimenti avremmo risolto tutto con la bacchetta magica. Dobbiamo rimettere al primo posto Dio. Quando Conte si è insediato con il ‘Conte bis’ mi ha preoccupato quando ha parlato del nuovo umanesimo dove ha parlato di tutto, dell’uomo, della tecnologia e della scienza senza mai dire la parola ‘Dio‘”

Con l’arrivo della Pasqua e l’annuncio di Conte del prolungamento della quarantena fino al 13 aprile, il pensiero va a tutti i fedeli: “Il Governo ha pensato a tutto tranne che alle fede. Puoi comperare tutto in questi giorni di quarantena, anche le sigarette, il cacciavite, ma si chiudono le chiese perché, secondo loro, sono luogo di ricettacolo di focolaio. Se le chiese vengono abitualmente disinfettate, con le dovute precauzioni, perché non tenerle aperte almeno per le messe feriali? Mantenendo ovviamente le distanze e tutte le direttive che ci dà la comunità scientifica? Bisogna tornare a Dio e anche di corsa perché quello che sta avvenendo è un segnale ben preciso“.

La sua proposta è questa: “Si potrebbe allestire un altare leggero dove il sacerdote sul sagrato parla dal microfono e la gente da fuori, mantenendo le distanze, con mascherina e guanti può ascoltare e prendere l’ostia. Se non fai la confessione come fai a toglierti il peccato dall’anima? Abbiamo pensato a tutto tranne che a Dio“.

paolo brosio sulla fede

Questo sfogo di Paolo Brosio sulla fede e le ‘priorità sbagliate’ del governo tiene conto soprattutto di una fedele in particolare, sua madre – da poco 99enne – che è “angosciata per tutti gli anziani che, con le Chiese chiuse, non hanno la possibilità di fare la Comunione. Mia madre mi ha chiesto di fare il Rosario in diretta con lei e pregare per tutti quegli anziani che stanno scomparendo, che poi sono quelli più forti, quelli che hanno vissuto la guerra e che ancora sostengono, grazie alle loro pensioni, i nipoti che non hanno lavoro. Ci sono dei giovani che vivono ancora con i nonni.”

Il pensiero del giornalista parte dalla madre e dalla sua preghiera

“Insomma, la preghiera che voglio lanciare – dice Brosio – è quella ‘del cuore’ fatta a Dio che unisca tutte le fedi religiose. Voglio ringraziare Dio perché mia madre festeggia i suoi 99 anni proprio in questo momento così difficile e voglio lanciare un segno di pace e di speranza a tutti gli anziani, di tutte le etnie e religioni. Lo farò assieme a mia madre come regalo di compleanno sui miei social network a partire da domani. Spero che questa iniziativa venga accolta da tanta gente