Lino Guanciale sarà il Commissario Ricciardi in tv: scoppia la polemica

L'attore sarà il personaggio creato da Maurizio De Giovanni in una fiction, ma alcune sue dichiarazioni in merito fanno infuriare i fan

Lino Guanciale è finito nell’occhio del ciclone sui social. Tutto è cominciato quando l’attore, in un’intervista a Radio Capital, ha annunciato il suo prossimo progetto: Il Commissario Ricciardi. Guanciale sarà infatti il poliziotto creato da Maurizio De Giovanni nella fiction Rai diretta da Alessandro D’Alatri. Ricciardi, protagonista di alcuni romanzi gialli e fumetti ambientati negli anni Trenta, nel pieno dell’epoca fascista, è un personaggio molto amato dai lettori dello scrittore napoletano.

Lino Guanciale Commissario Ricciardi, che caos

Le riprese sono iniziate a Taranto e andranno avanti fino al 20 luglio. Nel cast ci saranno anche Peppe Servillo e Serena Iansiti. Insomma, Il Commissario Ricciardi è, insieme al film tv su Enrico Piaggio con Alessio Boni, una delle fiction Rai più attese della prossima stagione.

Se non fosse che Guanciale, a Radio Capital, si sia lasciato scappare una frase che tanti fan non hanno gradito. “Se uno – ha detto l’attore abruzzese – deve correre il rischio di incorrere in un’etichetta televisiva, tra il solito medico, il solito avvocato o uno che ha a che fare con l’aldilà a vari livelli, io preferisco questo: ha una certa originalità”.

Molti ascoltatori hanno colto nelle sue dichiarazioni una critica alle fiction che ne hanno decretato il successo su Rai1, in particolare L’allieva e Non dirlo al mio capo. Guanciale ha dovuto usare la sua pagina Facebook ufficiale per chiarire la sua posizione.

Un primo piano di Lino Guanciale nei panni del Commissario Ricciardi
Lino Guanciale (foto: Instagram @aledalatri)

Il Commissario Ricciardi, fiction parte con polemica

“Non ho mai sputato nel piatto in cui ho mangiato e mangio – scrive l’attore – e credo di aver sempre rispettato chi mi segue (anche in caso di mancata reciprocità su questo fronte). Ho parlato oggi, in un’intervista, di ‘solito avvocato’ e ‘solito medico’, parlando di protagonisti televisivi, in termini ASSOLUTAMENTE IRONICI”.

“Se qualcuno – aggiunge – ha letto nelle mie parole un accento spregiativo nei confronti di alcuni dei personaggi che ho interpretato finora mi dispiace, non era certo mia intenzione che arrivasse questo. Alludevo semplicemente al fatto che, obiettivamente, molti protagonisti, non solo italiani, per altro, rientrano in queste categorie, che sono senz’altro fra le più frequenti nel panorama televisivo”.

“Ho rispetto per gli spettatori”

“Il mio ‘solito’ – conclude Guanciale – alludeva a questo… va preso così, come sinonimo di ‘frequente’ o ‘tipico’, non come sinonimo di ‘noioso’ o ‘scarsamente interessante’. Il rispetto che ho per gli spettatori, i primi committenti e i primi giudici del lavoro che faccio, non mi farebbe nemmeno sognare di esprimermi spregiativamente. Anche perché ai personaggi ‘soliti’ che ho avuto la fortuna di interpretare devo molto, e ad essi mi legano anche ricordi personali importanti e molto cari. Spero di aver chiarito l’ambiguità che evidentemente qualcuno ha percepito nelle mie parole… credetemi, il primo ad aver amato i miei lavori e i miei personaggi, sotto tanti punti di vista, sono stato proprio io”.

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