Massimo Giletti: “Ecco perché ho detto no al ritorno in Rai”

Il conduttore torinese resta a La7 e racconta per la prima volta perché ha rifiutato le offerte della Rai

La7 riparte da Massimo Giletti. La stagione 2019-2020 della rete di Urbano Cairo ha confermato Non è l’Arena ma non solo. Il direttore Andrea Salerno ha affidato al conduttore torinese anche alcuni speciali in prima serata. Contratto biennale per Giletti, blindato dal canale nonostante il corteggiamento non solo della Rai ma di altri soggetti. Per la prima volta, il diretto interessato ha raccontato al settimanale Chi perché ha rifiutato queste offerte.

Massimo Giletti Rai, il perché del no

“Sono rimasto a La7 – spiega Giletti – perché con Urbano Cairo si è stabilito un rapporto molto profondo che va al di là dei successi effimeri della tv”.

Il palinsesto della Rai non lo rivedrà tra i protagonisti e le motivazioni sono sempre state chiare. “Ho valutato molto le offerte della Rai, ma ho percepito una situazione precaria – rivela il giornalista –, non c’erano certezze e ancora meno ce ne saranno alla luce dell’autunno che sta per arrivare, sono stato buon profeta. Esistono tante Rai, c’è quella che ha paura di cambiare che è ancora viva, ma per fortuna ci sono uomini e donne che vogliono imprimere una nuova marcia, spero lo possano fare”.

Giletti si dedicherà ancora una volta alle sue battaglie politiche e sociali. Proprio la politica l’ha spesso e volentieri richiesto. “Più volte, mi hanno proposto di candidarmi, anche come sindaco di Torino – confessa il presentatore –, ma penso di fare molta più politica con le mie inchieste. Non escludo nulla, dico solo che se uno fa una scelta dev’essere vera, molti colleghi l’hanno fatta e poi sono tornati indietro, credo che si debba avere il coraggio di arrivare fino in fondo”.

Massimo Giletti a Non è l'Arena
Massimo Giletti (foto: Facebook @nonelarena)

Massimo Giletti: La7, politica e… Briatore

Come accaduto al suo amico Flavio Briatore, che su Instagram ha annunciato di voler entrare in politica con un ipotetico partito che si chiamerà Movimento del Fare.

“Briatore è un vulcano di idee – commenta Giletti – e, ogni volta che viene ospite nel mio programma, porta grandi risultati. Ho grande rispetto per lui, ma penso che se vuole deve venire a combattere qui in Italia, non può farlo da Montecarlo. Lo vorrei in campo ma sul serio, è uno tosto che ha idee, ma lo voglio in prima linea. Allora apprezzerei il suo mettersi in gioco”.

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