È morto Angelo Guglielmi, storico direttore di Rai 3. La sua ultima intervista: “La tv di oggi è vecchia e noiosa”

Se ne va a 93 anni l'uomo che ha rivoluzionato la televisione italiana con programmi come "Chi l'ha visto?", "Un giorno in pretura" e "Quelli che... il calcio"

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Un primo piano di Angelo Guglielmi
Angelo Guglielmi

È morto all’età di 93 anni Angelo Guglielmi, direttore di Rai 3 dal 1987 al 1994 e tra i più grandi innovatori del linguaggio televisivo italiano. L’Ansa fa sapere che si è spento nel sonno. Oltre che dirigente del servizio pubblico e dell’Istituto Luce, Guglielmi è stato scrittore e critico letterario, fondatore del Gruppo ’63 con Umberto Eco ed Edoardo Sanguineti e assessore alla cultura a Bologna nell’amministrazione Cofferati.

Angelo Guglielmi: Rai 3, Gruppo 63 e tanto altro

Con la direzione di Guglielmi, lo share di Rai 3 passò dal 2 al 12%. A lui si deve la scoperta e il lancio di Fabio Fazio, Serena Dandini, Piero Chiambretti, Michele Santoro, Gad Lerner, Giuliano Ferrara, Corrado Augias, Catherine Spaak, Antonio Lubrano, Franca Leosini, Donatella Raffai e Federica Sciarelli. Sotto la sua direzione sono nati programmi di culto come Chi l’ha visto?, Un giorno in pretura, Blob, Cinico Tv, Quelli che… il calcio, La Tv delle ragazze, Avanzi, Harem, Samarcanda, Telefono Giallo, Mi manda Lubrano, Il portalettere.

È illuminante una delle sue ultime interviste, concessa a Michela Tamburrino per La Stampa in occasione dei suoi 92 anni. Guglielmi rivela di essersi disinnamorato dalla televisione di oggi, nella quale “i conduttori sono strumenti degli agenti”. “Non guardo più la tv – spiegava Guglielmi – perché è vecchia, noiosa, diversissima da quella che dovrebbe essere. Si è tornati ai palinsesti prevedibili che hanno forma di divani confortevoli. Noi a Rai 3 creavamo un programma al giorno, andavamo incontro alle richieste del pubblico, inventare e mai assomigliare era il motto. Così, dopo 8 anni di gagliarda battaglia, ho ritenuto che fosse finito il mio tempo”.

Un primo piano di Angelo Guglielmi
Angelo Guglielmi

Angelo Guglielmi, tv verità oggi impossibile

Il soprannome di Guglielmi ai tempi della direzione di Rai 3 era “il Kaiser”. Ha lasciato un segno profondo nel destino della rete. Nell’ultimo periodo aveva perso qualsiasi fiducia in un cambiamento del servizio pubblico televisivo, auspicato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi. “Questo era il momento adatto – raccontava Guglielmi – e lui l’uomo giusto per poter dire ai partiti: basta con le spartizioni in Rai. Invece i segnali che mi arrivano non sono confortanti. Lui non se ne sta occupando molto, demanda. Certo, ci sono difficoltà oggettive. Ma che cosa vuole che ne sappia un ministro dell’Economia di Rai, hanno altre priorità. Sento che circolano i nomi di sempre per una tv di sempre. Lui avrebbe dovuto dire che non vuole la lottizzazione e intervenire di persona”.

Da padre dell’avanguardia tv, Guglielmi aveva già capito da tempo in quale direzione sarebbe andato il piccolo schermo odierno. “Con tutti i problemi legati alla costruzione di una nuova Italia, non vedo spazi per costruire una nuova Rai – concludeva amareggiato l’ex direttore di Rai 3 –. Il Paese deve risorgere, bisogna scrivere nuove regole, la pandemia ci affligge, i vaccini pure. La Rai non attrae, è diventato un mondo delle vecchie ombre. Oltretutto con i lockdown si è schiuso l’universo delle piattaforme che è molto più interessante”.

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