A chi si rivolge il monologo di Paolo Sorrentino sulla scuola e perché sta girando tanto

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sorrentino sulla scuola

Se avete bazzicato un po’ Facebook e Twitter in questi giorni avrete notato che stanno girando tantissimo alcune citazioni di Paolo Sorrentino sulla scuola, in particolare sui genitori ‘troppo entusiasti’. La scena ricondivisa e ritwittata (spesso anche proprio da insegnanti) è tratta da Call My Agent, nuova serie TV di Sky (che l’ha ripresa da un format francese) in cui viene raccontato il mondo delle star italiane visto dagli occhi degli agenti che ogni giorno hanno a che fare con loro.

Tra le guest star sia Paola Cortellesi che il celebre regista de La Grande Bellezza ed È stata la mano di Dio, che, in un estratto in cui lo vediamo proprio in dialogo con il suo agente di scena, ha voluto condividere con il pubblico di Sky una sua riflessione sotto forma di aneddoto.

Ecco cosa dice la storia di Paolo Sorrentino sulla scuola e sulla sua esperienza: “Sabato i genitori lavoravano, allora io ho portato mio nipote all’incontro trimestrale a scuola genitori-figli. Sono la cosa più prossima alla morte. Perché puoi trovare, nella scuola, il sentimento più orrendo dell’essere umano: l’entusiasmo immotivato. Ha cominciato un genitore che suonava la batteria. Ha detto: “Io posso fare un corso pomeridiano di batteria per i bambini”. C’è stata una ola dei genitori.

sorrentino sulla scuola

A quel punto la moglie, che insegna macarena, ha detto: “Facciamo un corso di macarena, la macarena è importantissima, sprigiona la creatività”. Applausi, giubilo, un consenso generale dei genitori. Un altro genitore, tracagnotto, uno di quelli che hanno un sacco di tempo libero, ha detto: “Ma io guardo ciclismo in televisione dalla mattina alla sera, io posso fare un corso di ciclismo”. C’è stato un entusiasmo generale come in preda a una droga più o meno sconosciuta. Tutti quanti hanno detto: “Ma è un’idea bellissima, nel mondo dovrebbero esserci solo ed esclusivamente le biciclette, perché le macchine e i motorini inquinano”.

Ed ecco che ad un certo punto la ‘palla’ rimbalza a lui “A quel punto la maestra mi guardava: lo sapevo, stava arrivando a me. Ha detto: “Sorrentino, lei potrebbe prendere una telecamera e filmare tutti i corsi che ci sono”. Però il consenso lì è stato più moderato, perché il critico cinematografico, come sai bene, alligna con perseveranza nel cuore del genitore moderno. Io, un po’ imbarazzato, ho balbettato, ho detto: “Guardate, i miei figli ormai sono grandi, però quando erano piccoli andavano semplicemente a scuola e poi il pomeriggio giocavano per i fatti loro. Anche in vacanza sono andati molto di rado, perché io e mia moglie d’estate lavoravamo. E tutto sommato mi sembrano felici ‘sti ragazzi”.

Il finale della storiella parodica di Sorrentino sulla scuola e sull’educazione dei genitori

Hanno fatto scendere su di me un silenzio che si tributa solo agli ergastolani. Un nonno, ex hippy, ha detto, con la mascella serrata: “Delinquente”.E un’altra signora, madre di un figlio unico, mi ha puntato il dito e ha detto: “Assassino!” A quel punto io ho scritto una lettera. A Dio. Gli ho scritto: “Dio occupati tu dell’educazione. Dei genitori“. È una storia vera e, tu lo sai, la verità al cinema funziona solo con quei registi un po’ rachitici. Avari. Io so’ generoso

Che ne pensate? Siete d’accordo con quello che ha voluto esprimere?