La rivelazione di Richard Gere: “Il virus mi ha strappato due persone davvero care”

L'attore, ospite del Giffoni Film Festival, si racconta tra carriera e vita privata e spiega che il Covid lo ha colpito in prima persona

Richard Gere è uno degli ospiti internazionali della 50esima edizione del Giffoni Film Festival, il festival di cinema per ragazzi numero uno al mondo. Nell’incontro in diretta streaming con i giovani protagonisti dell’evento campano, l’attore si congratula con l’organizzazione per le rigide norme di sicurezza rispettate e rivela che il coronavirus l’ha colpito in prima persona. “Mi fa piacere – dichiara il divo – che voi stiate indossando la mascherina. Il Covid ha portato via due persone molto vicine a me. La mia maestra di recitazione e un mio amico produttore musicale. Per favore state attenti, è una cosa molto seria”.

Richard Gere oggi: “Il Covid è una cosa seria”

Gere, diventato papà per la terza volta e reduce dalla serie televisiva MotherFatherSon, ha un legame speciale con Giffoni. È qui che ha conosciuto la sua attuale moglie, la socialite spagnola Alejandra Silva. “Giffoni – dice l’attore – ha un posto importante nel mio cuore. Un calore, un’energia e un’apertura mentale mai provati altrove”.

Agli adolescenti che lo ascoltano, ricorda l’importanza di esporsi in prima persona per ciò in cui si crede. “Ci sono due cose su cui dobbiamo concentrarci – spiega il “sex symbol gentiluomo” –, la prima è la saggezza, capire che siamo tutti interconnessi e non possiamo isolarci gli uni dagli altri. La seconda è la compassione e l’amore. Ma ancora non basta. Dobbiamo capire che ci sono persone che soffrono e aiutarle concretamente. Io sono un personaggio pubblico e quando faccio qualcosa ricevo maggiori attenzioni, ma questo non significa nulla, perché ognuno di noi nel nostro piccolo dovrebbe attivarsi per gli altri, anche nel quotidiano, a partire da una lezione fondamentale: il rispetto per gli altri. Ci sono tantissime cose da fare per il prossimo”.

Richard Gere, film che l’hanno reso famoso “tutti difficili da interpretare”

Il protagonista del grande schermo fin dagli anni Ottanta aggiunge alcuni aneddoti sui film che l’hanno reso famoso. “I miei personaggi – ammette Gere – sono stati tutti difficili da interpretare. Mi vengono in mente due esempi. American Gigolò era all’inizio della mia carriera. Ho accettato di fare il film anche se le riprese iniziavano dopo due settimane. In genere, mi ci vuole tanto tempo per prepararmi. Era un personaggio molto lontano da me ed ero un po’ insicuro di quello che stavo facendo. È stata l’unica volta che ogni giorno chiedevo di vedere il girato per guardarmi. Chicago, invece, è il film in cui mi sono divertito di più”.

“La cosa bella di essere un attore – aggiunge – è che vivi più vite vivendone una sola. Ho fatto quasi 60 film e la vita interiore di ogni personaggio mi ha insegnato qualcosa. Ho imparato a combattere con le spade, cavalcare, suonare la tromba. E c’è sempre la pressione di fare tutto al meglio”. Eppure quando ha cominciato a Hollywood, era “incredibilmente timido”. “Ma per qualche ragione – confessa – ho scelto di recitare a 7 anni e sul palco mi sono sentito bene. Sono sempre stato interessato alla musica, la poesia, la filosofia ma solo con la recitazione puoi esplorare l’interiorità dell’animo umano in prima persona”.

Richard Gere e Alejandra Silva in collegamento con Giffoni
Richard Gere e Alejandra Silva in collegamento con Giffoni (foto: Facebook @GiffoniExperience)

Richard Gere, moglie Alejandra appare a sorpresa a Giffoni

Alla fine dell’incontro, Richard Gere concede ai ragazzi di Giffoni uno scampolo della sua vita privata, presentando loro in video la moglie Alejandra.

Quando lei ha ricordato via Instagram il matrimonio con l’attore, celebrato il 5 maggio 2018 nella tenuta di famiglia di Pound Ridge, fuori New York, dove la coppia risiede, ha usato parole al miele.

“Ho sposato l’uomo più meraviglioso che abbia mai incontrato – ha scritto la Silva –, so che suona come un cliché ma è vero”.