Massimo Giletti su Fabio Fazio

massimo giletti su fabio fazio

Arriva fine stagione e arriva anche il momento del bilancio degli ascolti 2019/2020: tra le varie riflessioni confidate al Corriere Della Sera, sono venute fuori alcune considerazioni di Massimo Giletti su Fabio Fazio e Barbara d’Urso.

Le opinioni di Massimo Giletti su Fabio Fazio e Barbara d’Urso: la riflessione del presentatore in merito allo stile di conduzione dei colleghi

Misurarsi con i numeri uno è sempre molto più interessante e stimolante – racconta il volto de La7 in merito alla concorrenza in termini Auditel della domenica sera, giorno in cui il suo show Non è L’Arena si deve confrontare con Che Tempo Che Fa di casa Rai e gli show della D’Urso. Impossibile, quindi, non provare a ‘punzecchiarlo’ sui suoi rivali.

Ed ecco cosa è venuto fuori da parte di Massimo Giletti su Fabio Fazio e Barbara d’Urso:

“Se mi piace Fazio? Ha tantissimi meriti e un modo di fare tv diverso dal mio: io faccio inchieste, lui fa intrattenimento. La D’Urso? È un tesoro per Mediaset, è una stacanovista straordinaria, il problema è che se fai tanta quantità inevitabilmente perdi di qualità

Un modo molto deciso di dare una connotazione ai colleghi rispetto al suo modo di fare informazione, che invece definisce ‘imbavagliabile’: “Io sono un po’anarchico, vado controcorrente – racconta – Nella liturgia televisiva questo viene spesso criticato, ma ho un pubblico che mi segue per quello che faccio”. Sicuramente ha centrato diversi scoop, dal caso Bonafede-Di Matteo all’intervista al magistrato Luca Palamara: “Il mio obiettivo è tentare di raccontare la verità. La storia di Bonafede conferma che la verità è un’utopia, soprattutto quando tocca il potere dei palazzi. (…). Il mantra di Casaleggio era che al minimo dubbio non bisognava avere dubbi. Ma vedo che il palazzo continua a non dare risposte. (…). Chi sta al potere prende i germi del potere“.

Imbavagliabile ma troppo di destra? Il presentatore risponde

Per rispondere a qualche critica di troppo da parte degli spettatori italiani, che in questi messi hanno talvolta malvisto una presenza troppo frequente di esponenti di partiti di destra: “Farne una questione numerica è riduttivo: i politici di sinistra fanno scelte diverse da quelli di destra, che tendono ad andare più spesso in televisione. Zingaretti, per dire, è più cauto, anche se da me è venuto due volte. La vera cosa importante è una: le domande che si fanno“.