Nanni Moretti a Cannes: una testimonianza preziosa

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Margherita Buy e Nanni Moretti a Cannes
Margherita Buy e Nanni Moretti a Cannes

È arrivato il momento del nuovo film di Nanni Moretti a Cannes: mentre in Italia è uscito nelle sale già il 20 aprile, raggiungendo 500mila spettatori e una buona prima soglia di 4milioni di euro di incassi, al Festival ha portato sul red carpet il mitico regista e quasi tutto il cast: “Silvio Orlando è assente perché sta girando a Ventotene con Paolo Virzì il sequel di Ferie d’agosto, come saprete. Gli dispiace molto e vi saluta tutti», racconta infatti.

Ma cosa pensa Moretti della sua ultima fatica e della ricezione che sta avendo nelle sale? «Sapevo che era un film in cui mi mettevo a nud0 e pieno di cose, seppur corto – ha spiegato – Una reazione che mi ha fatto molto piacere è quando dei giovani registi giovani mi hanno detto quanto questo film gli abbia dato energia e fiducia in quello che si può fare con il cinema. È una cosa che mi ha colpito molto. Succede anche a me come spettatore: quando un film mi colpisce mi viene voglia di tornare a casa, scrivere una scena, immaginare una cosa nuova. Mi piace molto che questo film possa dare energia e fiducia a un giovane collega». E ancora, rispetto ai colleghi più giovani: “«Quando ho presentato il film nelle varie città ho incontrato anche tanti ragazzi. Credo che possano essere colpiti dal modo in cui il film è costruito ed è stato fatto, dal fatto che il cinema ti dà tante possibilità. Personalmente tra i film dei giovani registi mi piacciono i film costati pochissimo, li ospito nella mia rassegna d’esordi Bimbi belli al Sacher. Ce ne sono molti a basso budget che sono inutilizzabili, ma ce ne sono altri che non costano proprio niente che hanno tutti i crismi e non sono modaioli».

Margherita Buy e Nanni Moretti a Cannes
Margherita Buy e Nanni Moretti a Cannes

La presenza di Nanni Moretti a Cannes è ben consolidata: Palombella rossa (1989) e tutto il resto del suo incommensurabile patrimonio cinematografico sono stati presentati in occasione della celebre kermesse. Una costanza che ha regalato al regista aneddoti degni di nota, come uno che riguarda Clint Eastwood! «Anni dopo leggendo una sua intervista mi accorsi che si ricordava ancora della mia Vespetta, mi ha molto colpito che a distanza di decenni ancora se ne ricordasse. Quello è il primo film non in cui sono me stesso, che è sempre difficile esserlo, ma nel quale interpreto me stesso. Mi sembrava assurdo nascondermi dietro un personaggio, specie nell’episodio della malattia. Erano i primi tempi della mia sala cinematografica (il Nuovo Sacher a Roma, ndr). Il momento in assoluto più luminoso resta la proiezione di Heimat, con un episodio a settimana nella primavera del 1993. Sia Palombella rossa, sia Caro diario che Aprile li ho iniziati senza avere una sceneggiatura ancora precisa, li ho scritti da solo; da La stanza del figlio in poi non più, ho sempre avuto degli sceneggiatori».

I ricordi di Nanni Moretti a Cannes: “Non c’era tappeto rosso né dress code”

E ancora, nella sua esperienza in giuria: «Ho fatto la giuria a Cannes due volte. La prima nel 1997, presidente di giuria Isabelle Adjani. Ci hanno rinchiuso in una villa fuori Cannes con la polizia fuori. C’era Tim Burton che era sempre allegro, sempre di buonumore. Eravamo molto responsabilizzati. L’unica volta in cui non l’ho visto sorridere è stata la mattina della riunione finale. Poi ho fatto il presidente di giuria nel 2011. Mi piace molto fare le giurie, è bello, ci si diverte. Ho dei filmini delle mie partecipazioni in giuria, ma dovrei ancora sonorizzarli».

Ma com’era Cannes ai tempi di Ecce Bombo? Ecco cosa ricorda: «Nel ‘78 avevo una giacca gialla a quadretti comprata al mercato dell’usato. Non c’era tappeto rosso e la proiezione era sul lungomare. Non c’era nessuna etichetta per l’abbigliamento. La proiezione era all’ora di pranzo e io ero qui con qualche attore del film e amici, nella totale inconsapevolezza. Era l’anno in cui Olmi vinse con L’albero degli zoccoli (l’ultima Palma d’oro italiana prima de La stanza del figlio, ndr), se non sbaglio vinse un premio anche Ferreri con Ciao maschio. Tutto era diversissimo da come è diventato dopo, non avevo consapevolezza di dove fossi e di quanto fosse importante partecipare al Festival di Cannes».

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