Via col vento è stato cancellato da HBO Max perché “è un film razzista”

Le proteste di Black Lives Matter hanno convinto la piattaforma a rimuovere (temporaneamente) il classico di Hollywood dalla propria libreria

Via col vento è forse il film più famoso nella storia del cinema. Eppure, da anni è al centro di polemiche e accuse. All’epoca, il classico con Vivien Leigh, Olivia de Havilland e Clark Gable non permise agli attori neri del cast di partecipare all’anteprima per via delle leggi razziali, le tristemente celebri leggi Jim Crow. La stessa Hattie McDaniel, l’indimenticabile Mami, non venne invitata alla prima al Loew’s Grand Theatre di Atlanta che si tenne la sera del 15 dicembre 1939. Persino quando vinse l’Oscar, prima afroamericana a vincere la statuetta come miglior attrice non protagonista, la McDaniel era seduta lontano dai suoi colleghi.

Via col vento, film rimosso da HBO Max

Oggi che gli Stati Uniti sono scossi dalle proteste del movimento Black Lives Matter per la morte di George Floyd, si torna a parlare di Via col vento. Il kolossal basato sul romanzo di Margaret Mitchell è stato rimosso dal catalogo di HBO Max, la nuova piattaforma di streaming lanciata lo scorso 27 maggio per fare concorrenza ad altri colossi come Netflix e Disney+.

Il servizio ha accolto la richiesta di John Ridley, lo sceneggiatore di 12 anni schiavo, il film di Steve McQueen che nel 2014 ha vinto l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale. HBO Max ha preso questa decisione perché “Via col vento è un prodotto dei suoi tempi e rappresenta alcuni dei pregiudizi etnici e razziali che, purtroppo, sono all’ordine del giorno nella società americana”.

“Queste rappresentazioni razziste – si legge nel comunicato della piattaforma – erano sbagliate allora e sono sbagliate oggi, e abbiamo ritenuto che mantenere questo titolo nel nostro catalogo senza una spiegazione e una denuncia di quelle rappresentazioni sarebbe stato irresponsabile”.

Via col vento tornerà prossimamente su HBO Max, ma sarà accompagnato da “un’introduzione sul suo contesto storico e una denuncia di quelle stesse descrizioni. Però sarà presentato così come è stato concepito nella sua versione originale, perché fare altrimenti sarebbe come affermare che questi pregiudizi non sono mai esistiti”.

Clark Gable e Hattie McDaniel in una scena del film Via col vento
Clark Gable e Hattie McDaniel in una scena di Via col vento (foto: MGM)

Via col vento: Mami e Prissy “macchiette parodistiche”

Nel suo appello pubblicato sul Los Angeles Times, Ridley scrive che il classico intramontabile di Hollywood, ambientato nelle piantagioni di cotone della Georgia nel 1861, “è un film che glorifica il Sud prima della guerra di secessione. È un film che, quando non ignora gli orrori della schiavitù, si ferma solo per perpetuare alcuni degli stereotipi più dolorosi sui neri”.

Un esempio fu Butterfly McQueen: l’attrice, a differenza di Hattie McDaniel (“Preferisco interpretare una domestica che esserlo”, disse della sua Mami) fu molto critica nei confronti del suo personaggio, la domestica Prissy, ritratta come “una macchietta parodistica e fastidiosa”.

Secondo Ridley, Via col ventoromanticizza l’orrore della schiavitù e la Confederazione in un modo che continua a dare legittimità all’idea che il secessionismo fosse qualcosa di più, o migliore, o più nobile di quello che era: una sanguinosa insurrezione per mantenere il ‘diritto’ di possedere, vendere e comprare esseri umani”.