Sherlock Holmes, gli eredi di Conan Doyle fanno causa a Netflix

La Plaintiff Conan Doyle Estate porta in tribunale il colosso dello streaming per il film "Enola Holmes", in arrivo a settembre

Neanche è arrivato in streaming su Netflix e il nuovo Sherlock Holmes fa già infuriare gli eredi di Arthur Conan Doyle. I parenti dello scrittore scozzese, autore della serie di romanzi e racconti dedicati all’investigatore dal fiuto infallibile, hanno fatto causa al colosso della televisione on-demand per il modo in cui il personaggio è stato adattato nel film Enola Holmes, che uscirà in tutto il mondo nel settembre del 2020.

Sherlock Holmes, film Netflix non piace agli eredi

Il film di Harry Bradbeer, il regista dell’acclamata serie Fleabag, è davvero particolare. Bradbeer non porta sullo schermo i racconti di Conan Doyle, ma il romanzo The Enola Jones Mysteries della scrittrice statunitense Nancy Springer.

Nella versione della Springer, il protagonista non è proprio Sherlock Holmes (interpretato dal Superman Henry Cavill) ma la sorella minore Enola, alla quale presta il volto Millie Bobby Brown, la Eleven di Stranger Things. Nel cast del film ci sono anche Sam Claflin (Mycroft Holmes) e Helena Bonham Carter nei panni della signora Holmes.

Gli eredi di Conan Doyle, che detengono la proprietà intellettuale di Holmes, non gradiscono e ritengono che lo Sherlock di questo film sia troppo lontano dall’originale. Non solo.

Secondo gli eredi, questo Holmes “si emoziona troppo” rispetto all’investigatore algido e controllato descritto da Conan Doyle, che nasconde i suoi sentimenti con attitudine tipicamente british.

La Plaintiff Conan Doyle Estate ha deciso di portare in tribunale Netflix, Nancy Springer, Ransom House (la casa editrice del romanzo), Legendary Pictures (la produzione del film) e i produttori Jack Thorne e Harry Bradbeer.

Millie Bobby Brown e Henry Cavill in una scena del film Enola Holmes
Millie Bobby Brown e Henry Cavill in Enola Holmes (foto: Netflix)

Sherlock Holmes, libri protetti da copyright: i motivi della causa

Il documentato firmato dai legali è leggibile su Document Cloud: l’accusa è violazione del copyright. Niente a che vedere con trattamenti irrispettosi o con accuse come quelle rivolte recentemente a Via col vento.

Per la legge sul diritto d’autore che vige negli Stati Uniti, i diritti di sfruttamento di un personaggio di oltre 95 anni fa sono liberi. Ma Enola Holmes, nel raccontare uno Sherlock “cordiale e amichevole”, si rifarebbe alle ultime storie scritte da Conan Doyle e risalenti al periodo tra il 1923 e il 1927, ancora protette da copyright.

Come andrà a finire, è troppo presto per dirlo. Tuttavia, non è la prima volta che la Conan Doyle Estate fa causa a film e produzioni. Nel 2015 gli eredi hanno accusato Miramax di violazione del copyright per il film Mr. Holmes con Ian McKellen, ispirato al libro di Mitch Cullin dal titolo A Slight Trick of the Mind. La causa, in quel caso, si è conclusa con un accordo tra le parti.