Il sospetto di Selvaggia Lucarelli su Elisa Barone, che raccoglie soldi per la malattia della figlia

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Il sospetto di Selvaggia Lucarelli su Elisa Barone, che raccoglie soldi per la malattia della figlia

Per chi l’avesse notato, è un po’ che sui social si legge di questa sorta di inchiesta di Selvaggia Lucarelli su Elisa Barone: il caso della mamma pugliese, che da anni raccoglie fondi per una malattia molto rara che ha colpito sua figlia, ha stuzzicato la curiosità e il sospetto della giornalista de Il Fatto Quotidiano.

I dubbi che ha Selvaggia Lucarelli su Elisa Barone e le sue campagne di raccolta fondi per sua figlia

In Puglia c’è questa storia ormai nota di una madre, Elisa Barone, che ha una figlia con una malattia rara da quando è nata e che si trova in America con la bambina quindicenne e l’altro figlio oggi maggiorenne – inizia a raccontare sul suo seguitissimo profilo Facebook, per dare un po’ di contesto a chi non ha seguito la vicenda – Tra periodo in lista di attesa, trapianto e cure sono lì tutti e tre da otto anni. Non mi interessa ora entrare nelle questioni sanitarie e di come sia possibile rimanere in America spesati dalla asl per anni prima di entrare in lista di attesa– specifica, dicendo che ci sarà poi il tempo.

Quello che invece mi preme sottolineare subito – incalza subito Selvaggia Lucarelli su Elisa Barone – è che negli anni la signora Barone ha raccolto una cifra impressionante e difficilmente quantificabile di denaro chiedendo senza mai sosta alle persone di donarle soldi.
Lo ha fatto nei modi più disparati e creativi, coinvolgendo in appelli e donazioni vip, tv, giornali, star del calcio, politici e così via. Parliamo per esempio di Albano e Checco Zalone, giusto per fare due nomi a caso. È sempre stata (ed è) molto sostenuta dalle tv locali


Tutto questo, a quanto racconta l’ex giudice di Ballando Con Le Stelle, è iniziato nel 2009: “Fino al 2013 il denaro veniva convogliato su alcuni conti correnti. Poi, nel 2013, la signora Barone fonda la onlus Stellina di Berdon per raccogliere denaro con lo scopo di fronteggiare le sue spese, onlus i cui presidenti sono lei, la sorella Tamara e due fratelli Mirko e Camillo.
La onlus, come da descrizione, si prefiggeva anche di fare da collante tra le famiglie di bambini ammalati e di fare informazione sulla rara sindrome di cui soffre la figlia. Io, di queste attività promesse, non ho trovato nulla
. E di sicuro se qualcosa è stato fatto ha avuto meno pubblicità delle raccolte fondi.

Il punto della questione secondo lei è la difficoltà di capire la quantità di soldi raccolti dalla signora Barone, in quanto “mai mi sono imbattuta in una richiesta così capillare e martellante di denaro […] Ad oggi, non è mai stata pubblicata alcuna rendicontazione, nessun bilancio, nessun dettaglio delle spese sostenute. Anzi, le poche spiegazioni sulla eventuale destinazione dei soldi sono state spesso contraddittorie, lacunose o fuorvianti.”

Da qui l’appello: “Chiedo dunque, se lo vorranno, alla signora Barone, alla sorella Tamara e ai fratelli Camillo e Mirko in qualità di presidenti della Stellina di Berdon Onlus di pubblicare bilanci e rendicontazioni dall’anno 2013 in poi e alla signora Barone di farci sapere come sono stati spesi i tanti soldi raccolti prima che nascesse la Onlus. Si tenga presente che anche solo con un singolo evento erano stati raccolti 150 000 euro e che la signora ha fino a 9000 euro al mese rimborsati dalla asl per vitto e alloggio.

Il sospetto di Selvaggia Lucarelli su Elisa Barone, che raccoglie soldi per la malattia della figlia

Le domande si fanno sempre più incalzanti: “La signora ha anche affermato più volte che i soldi le servivano per anticipare spese che la asl di Lecce ritardava a rimborsarle. Quindi poi a rimborso avvenuto ha restituito quei soldi alla onlus? Ci sono i bonifici? Le spiegazioni – conclude – non le deve a me ma a chi ha donato e a tutti coloro a cui sta ancora chiedendo denaro perfino per il college del figlio.”

Molto tesa l’atmosfera dopo queste parole, e, in generale, da quando è iniziata questa ricerca, come si evince dalla conclusione della dichiarazione della Lucarelli: “Le minacce di querele anziché semplici spiegazioni non aiutano a farsi una bella idea di questa vicenda.