Sanremo 2023, la pagella della prima serata: promossi (pochi) e bocciati (tanti)

Marco Mengoni primo nella classifica parziale con "Due vite": per il resto, Blanco a parte, calma piatta

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Chiara Ferragni, Amadeus e Gianni Morandi
Chiara Ferragni, Amadeus e Gianni Morandi (foto: Instagram @amadeusonoio)

La 73° edizione del Festival della Canzone italiana è partita davvero forte. Il Super Bowl nazional-popolare italiano, capace di portare nelle casse della Rai un tesoretto da 80 milioni di euro tra incassi pubblicitari e indotto, ha esordito martedì 7 febbraio con il 62,4% di share e una media di 10,7 milioni di telespettatori. Non male nemmeno Sanremo Start con Andrea Delogu e gli Autogol: andato in onda dalle 20:44 alle 21:13, ha strappato 13,1 milioni di spettatori e il 51,18% di share. Ma Sanremo 2023 è piaciuto davvero a chi l’ha visto? Ecco la pagella della prima serata.

Sanremo 2023, la pagella della prima serata

I promossi sono pochi. Eppure i dati Auditel premiano le scelte di Amadeus, ovvero soltanto 14 canzoni e tanti diversivi. Rispetto al 2022, lo share è aumentato del 4,6%. E non sono mancate le polemiche, ultima in ordine di arrivo quella del Codacons. Fa ridere, ma l’associazione dei consumatori ha davvero depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Imperia e alla Corte dei Conti denunciando Blanco per il reato di danneggiamento. Ma passiamo ai voti del debutto.

Amadeus

Professionale è professionale e pure impeccabile, ma si fa davvero fatica a capire come sia finito lì come direttore artistico. La rivincita dell’uomo normale: “preparatissimo, super professionista, meticoloso, ma senza cuore”, come ha scritto di lui Luigi Mascheroni.

Gianni Morandi

Fa quello che può, è l’unico vagamente simpatico, e lo sketch delle canzoni brutte è stato il solo guizzo di una serata di una noia mortale. Per il resto, gli anni cominciano a farsi sentire pure per l’eterno ragazzo di Monghidoro e durante l’estenuante diretta perde qualche colpo.

Chiara Ferragni

Almeno un corso di dizione prima di Sanremo avrebbe potuto farlo. La sua pochezza è imbarazzante. Il monologo egotico e autoreferenziale fa rimpiangere la lettera alla nonna di Diletta Leotta. Unici meriti aver dato visibilità all’importante lavoro dell’associazione D.i.Re – Donne in Rete Contro la Violenza e aver indossato un vestito che cita il Marcello di Borotalco di Verdone. Per altro, ricordato proprio da Christian De Sica sui social.

Christian De Sica in Borotalco e Chiara Ferragni a Sanremo 2023
Il nude look di Chiara Ferragni a Sanremo 2023 come quello di Marcello in Borotalco

Roberto Benigni

Un comizio abbastanza triste: dopo tre anni di violazioni dei diritti costituzionali, quella italiana è tornata all’improvviso la Carta più bella del mondo. Ciliegina sulla torta le inquadrature da televisione di Stato nordcoreana sul Presidente Sergio Mattarella. Il quale, giustamente, sta lì dieci minuti e poi se ne va a casa.

Mahmood e Blanco

La coppia che ha vinto l’anno scorso con Brividi rientra a Sanremo, ma di loro non s’è accorto quasi nessuno. Quando Blanco è tornato in solitaria per sfasciare il palco dell’Ariston (d’accordo con tutti: è evidente), ha fatto l’unica cosa interessante della serata.

Elena Sofia Ricci

Chiamata a presentare la serie Fiori sopra l’inferno, si presta allo spettacolo confermandosi una gran professionista. Però il siparietto da profiler è stato di una mestizia assoluta.

Piero Pelù

Ormai è un nonnetto, ma la grinta ce la mette tutta. Peccato che all’inizio della sua Gigante, da casa non si senta nulla. Si riscatta con il chiodo tappezzato dai loghi punk di DRI, Dead Kennedys e GBH.

Pooh

Emozionante per i fan, stressante per tutti gli altri. E poi cos’è successo a Riccardo Fogli? Facchinetti fa il pieno di stecche, persino su Uomini soli cantata in playback.

Salmo

Il suo live dal palco galleggiante a bordo della Costa Smeralda è completamente decontestualizzato rispetto al resto della serata. Se ne accorge pure lui e non gli resta altro da fare che tuffarsi in piscina alla fine di Applausi.

Le prime 14 canzoni in gara

Calma piatta, per non dire schiacciata. La Sala Stampa premia Marco Mengoni con Duevite, Elodie con Due e i Coma_Cose con L’addio, ma la qualità media è parecchio bassa. Ci si vergogna quasi ad ammetterlo, ma l’unico brano pensato, costruito e arrangiato bene è Lettera 22 dei Cugini di Campagna. Il che è tutto dire. Nel day after, Mengoni domina anche nella classifica dei pezzi più ascoltati su YouTube (al momento 250.000 visualizzazioni), tallonato da Ultimo con 145.000 views.

Il video ufficiale di Duevite di Marco Mengoni

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