Reazione a catena, polemiche sul quiz di Rai 1: si vince poco e in gettoni d’oro

Bufera sul programma estivo condotto da Marco Liorni: gli spettatori da casa si lamentano per le scarse vincite e i premi lordi

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Marco Liorni a Reazione a catena
Marco Liorni a Reazione a catena

Si allunga oltre l’inizio dell’autunno l’edizione 2023 di Reazione a catena. L’amatissimo quiz di Rai 1 va in onda fino alla metà di dicembre e già fa discutere per alcune segnalazioni dei telespettatori che arrivano sui social. I più critici ritengono che il game show dell’access prime time condotto da Marco Liorni promette ricchi premi, ma nei fatti non fa vincere mai.

Reazione a catena, polemiche sui premi: le proteste social

I fan della trasmissione stanno prendendo d’assalto il web per esprimere tutte le loro perplessità. Innanzitutto sul meccanismo del gioco: in ogni puntata passa l’idea che i concorrenti riusciranno a portarsi a casa centinaia di migliaia di euro, ma bastano pochi errori e il montepremi si dimezza fino a ridursi a pochi spicci. Per altro da dividere in tre, il numero di componenti delle squadre.

Tra il pubblico da casa c’è pure chi sottolinea l’eccessiva puntigliosità degli autori, che si inventano giochi spesso impossibili da risolvere e fanno cadere i concorrenti in perfidi trabocchetti pur di fare in modo che non arrivino a vincere il montepremi accumulato. L’esempio più citato è quello dei super campioni Dai e dai. I tre ragazzi vedono costantemente il loro tesoretto ridotto a cifre minime perché le catene di parole sono difficilissime e puniscono ogni minimo errore. Ma di Reazione a catena, oltre le regole, vengono messi in discussione pure i metodi di pagamento.

Marco Liorni a Reazione a catena
Marco Liorni a Reazione a catena

Reazione a catena, Dai e dai quanto hanno vinto? Davvero poco

Le vincite, come accade per legge in tutti i quiz Rai e Mediaset, sono sempre pagate in gettoni d’oro e quindi il valore del bottino conquistato non equivale alla reale vincita ma varia in base al cambio del metallo giallo. Inoltre, i premi sono lordi: c’è il 22% di Iva da sottrarre e un ulteriore 5% di commesse per la cessione diretta del credito al banco metalli.

Per fare un esempio: da una possibile vincita di 200.000 euro, alla prova finale i Dai e dai si ritrovano con 2.000 euro vinti. Questa somma è pagata in gettoni d’oro. Con un cambio di 56 euro al grammo, il 5% di commessa e il 22% di Iva, su quei 2.000 euro i concorrenti portano a casa circa 1.300 euro, in pratica i due terzi della vincita effettiva. Divisi per tre, sono poco più di 400 euro a testa. A tutto ciò vanno aggiunti i tempi lunghi della riscossione: per vedere effettivamente i soldi, possono passare anche sei mesi. Insomma, i tempi di Mike Bongiorno ed Enzo Cambi, il concorrente che nel 1956 sbancò Lascia o raddoppia portandosi a casa più di 5 milioni di lire (vere), sono un pallido ricordo.

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