Morto Helmut Berger, il celebre ‘dannato’ di Visconti

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morto helmut berger

Il 2023 ha in serbo brutte sorprese per il mondo del cinema, lo dimostra la notizia “Morto Helmut Berger”: l’attore austriaco noto per la sua collaborazione con il regista italiano Luchino Visconti, è scomparso a Salisburgo all’età di 79 anni. La notizia è stata riportata dalla stampa tedesca, compreso il Tagesschau, che ha citato l’agenzia dell’attore. La morte di Berger è avvenuta nella notte, alle 4 del mattino, in modo “inaspettato”, proprio alla vigilia del suo 79º compleanno.

Morto Helmut Berger: chi era l’attore dagli occhi di cielo

Nato il 29 maggio 1944 a Bad Ischl, in Austria, Helmut Berger è diventato una stella del cinema negli anni ’60 e ’70 grazie ai suoi ruoli nei film di Luchino Visconti. La sua carriera decollò dopo essere stato scoperto dal rinomato regista italiano nel 1964, quando lavorava come comparsa nel film “Vaghe stelle dell’orsa”. Nel 1966, Visconti gli affidò il suo primo ruolo nel segmento “La strega bruciata viva” e l’anno successivo ottenne il suo primo ruolo da protagonista nel film “I giovani tigri” (1968), diretto da Antonio Leonviola. Tuttavia, il grande successo arrivò con “La caduta degli dei” (1969), sempre diretto da Visconti, dove interpretò il nevrotico e decadente Martin von Essenbeck.

Berger ha interpretato ruoli di rilievo in altri film come “The Damned”, da cui deriva il suo soprannome di “dannato”, “Ludwig” (1972), in cui ha dato vita al personaggio di Ludovico II di Baviera, e “Conversation Piece”. Ha anche recitato in film come “Il giardino dei Finzi-Contini” di Vittorio De Sica, “Dorian Gray” di Massimo Dallamano e “Il Padrino Parte III” di Francis Ford Coppola. Nel 1975, ha assunto il ruolo maschile protagonista in “Salon Kitty” di Tinto Brass.

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Oltre a una proficua carriera cinematografica, Helmut Berger è noto per il suo intenso legame con Luchino Visconti, che è stato non solo il suo mentore artistico, ma anche il suo compagno di vita. La loro relazione sentimentale durò fino alla morte del regista nel 1976. Berger ha spesso espresso il suo profondo affetto per Visconti, definendosi la “vedova” del regista e affermando di aver vissuto il vero amore con lui. Dopo la scomparsa di Visconti, Berger ha confessato di sentirsi devastato, poiché il regista era stato fondamentale nella sua formazione e gli aveva fatto conoscere numerose personalità famose, come Grace Kelly, Dalí e Maria Callas.

La vita di Helmut Berger è stata caratterizzata da una serie di eccessi e problemi di salute. L’attore è stato spesso associato al suo soprannome di “dannato” a causa del suo stile di vita sregolato, caratterizzato dall’abuso di alcol, droghe e sesso libero. Ha sperperato denaro, ha avuto problemi legali e ha persino tentato il suicidio. Dopo la morte di Visconti, la sua carriera ha subito un declino progressivo. Negli ultimi anni, ha recitato in produzioni come le soap opera statunitensi “Dynasty”.

Ora che è morto Helmut Berger, il suo agente ha potuto tirare le somme e affermare che l’attore ha vissuto appieno il suo motto “La Dolce Vita” e che, come lui stesso aveva dichiarato alcuni anni fa, ha vissuto tre vite in quattro lingue, senza rimpianti. La sua scomparsa lascia un vuoto nell’industria cinematografica e rimarrà una figura iconica del cinema italiano degli anni ’60 e ’70.