È scontro a La7 tra Mentana e Giletti sulla libertà d’informazione

Il direttore del Tg si allinea alle "modalità di somministrazione meno democratiche dell'informazione" invocate da Monti e il conduttore di Non è l'Arena si infuria

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Enrico Mentana e Massimo Giletti
Enrico Mentana e Massimo Giletti

È scontro aperto in casa La7 tra Enrico Mentana e Massimo Giletti, i due pesi massimi della rete di Urbano Cairo. A far discutere è la scelta di “Chicco” di escludere i cosiddetti “No-Vax” dal suo telegiornale. Un proclama arrivato nel corso della puntata di Atlantide, commentando alcuni dati emersi dall’ultimo rapporto del Censis, stando ai quali per il 5,9% degli italiani il Covid non esiste, per un altro 10,9% il vaccino è inutile e inefficace e per il 12,7% “la scienza” crea più danni che benefici.

Mentana Giletti: scontro in casa La7

Mentana è sulla linea di quanto detto, sempre a La7, dall’ex Presidente del Consiglio e senatore a vita Mario Monti, secondo il quale “bisogna trovare modalità di somministrazione meno democratiche dell’informazione”.

“Attorno a  noi si è creata un’area di refrattarietà alle notizie, di negazione aperta che rende contendibile anche quella che noi riteniamo una realtà incontrovertibile, come quella che la terra che sia piatta – spiega Mentana –. Per noi è importante fare informazione senza alcuna concessione all’altra campana. Ve lo immaginate un dibattito tra qualcuno che è giusto lottare contro la mafia e qualcun altro che dice di no? Noi abbiamo il dovere di non essere pilateschi, di non rappresentare soltanto per amore di rissa una posizione e quella estrema. Se noi sappiamo che due più due fa quattro, non possiamo invitare chi dice che fa cinque per fare più audience o litigi”.

Una linea ribadita pure da Monica Maggioni. In un’intervista a Repubblica, la neo-direttrice del Tg1 ha dichiarato che il suo notiziario non darà spazio ai “No-Vax” perché “se ci va di mezzo la vita delle persone non puoi mettere sullo stesso piano uno scienziato e il primo sciamano che passa per strada”. “Deve tornare a contare la competenza – tuona la giornalista –, non tutte le opinioni hanno lo stesso valore”.

Queste considerazioni hanno mandato su tutte le furie Massimo Giletti. Parlando a La Stampa, il conduttore precisa che Non è l’Arena è “una agorà che deve creare dibattito, aperta anche a chi non la pensa come me”. “Non credo che Mentana sia un fascista – dice Giletti – eppure quando CasaPound lo ha invitato, lui ci è andato. Io, invece, no, sebbene da inviato avrei potuto farlo”. Il conduttore si riferisce ad un fatto accaduto nel dicembre del 2017, quando Mentana fu ospite della sede neo-fascista di Via Napoleone III per un dibattito.

“Enrico conduce un tg di 30 minuti – aggiunge Giletti – mentre io un approfondimento di quattro ore, in cui do notizie. Io non censuro. Io contrasto questo metodo. Sono un anarchico di questo mestiere e porto nel mio programma ogni forma di contraddizione. Non censuro, faccio domande scomode per smascherare le fake. Ognuno a casa si farà la propria idea. Posso non essere d’accordo con Montagnier, Freccero e Cacciari, ma hanno il diritto alla parola e non solo perché sono intellettuali. Sono contrario a portare in tv solo il pensiero mainstream. Bisogna ascoltare tutte le voci, è importante che una trasmissione dia spazio anche a chi la pensa diversamente da me ma come otto milioni di persone ‘No-Vax’ e No Green Pass. Criminalizzare è sempre un errore”.

Mentana e Giletti
Mentana vs Giletti

Giletti Mentana: Chicco “rosica” e replica via social

Dopo le bordate di Giletti, Mentana torna sui social e scrive che “se critici e esegeti vari avessero seguito in questo lungo periodo sospeso della lotta contro la pandemia il tg che dirigo, avrebbero trovato tutte quelle voci, da Remuzzi a Zangrillo, da Crisanti al compianto De Donna, che volta a volta hanno indicato criticità o dubbi o diverso parere su aspetti importanti della lotta al Covid”.

Il direttore del Tg di La7 definisce i “No-Vax” come “coloro che si battono attivamente contro il vaccino, affastellando teorie cospirazioniste e pseudo rapporti scientifici, terapie alternative di nulla consistenza scientifica e dati falsificati su contagi, ospedalizzazioni o decessi”.

“Dare loro voce non è in nulla esercizio di pluralismo o democrazia, e chi lo fa – per audience – lo giustifica dicendo che così quei personaggi si screditano da soli – puntualizza nel suo post –. Tesi almeno opinabile, visto che chi è incerto o impaurito cerca opinioni e figure cui aggrapparsi. Ma non sono a mia volta un arbitro delle scelte altrui: il mio perimetro di responsabilità è quello del tg, in termini di legge e di coscienza. E la coscienza impone – ad esempio – quando si ascoltano persone anche note affermare che quelle immagini delle bare di Bergamo erano fiction, di non dar loro la possibilità  di contrapporsi alla realtà”.

Il commento a questo post con il maggior numero di ‘like’ è quello dell’utente Marco Fantin di Bergamo. “Sì ma è ipocrita inscatolare nella categoria ‘terrappiattisti’ chi esprime un dubbio o chi è contro il Green Pass e questo è ciò che fate – scrive Fantin –. Oltretutto con un velo di vittimismo quando sapete benissimo di spargere fake news, nascondere notizie, accentuare le notizie per provocare risposte emotive e così via. Non siete per nulla esenti da responsabilità e ripeto, prendere chi esprime un dissenso sensato e di buonsenso o anche solo dei dubbi e ficcarlo gratuitamente nel calderone dei terrappiattisti, facendo oltretutto le vittime, è da ipocriti, enormi ipocriti. Ed è scorretto. E non sono tutti così stupidi da non capire il gioco che è anche abbastanza palese”.