Gigi Proietti: “Salvini minacciato come Liliana Segre? Parole preoccupanti”

L'attore romano commenta così le dichiarazioni del leader leghista sulla scorta alla senatrice: "Forse ci siamo distratti"

Gigi Proietti emoziona e diverte. Che sia a teatro, al cinema o in televisione, è sempre capace di stupire e strappare più di una risata. Anche quando si ritrova a commentare le vicissitudini della politica italiana. Intervistato dall’AdnKroson, all’attore romano è stato chiesto un parere sulle recenti parole di Matteo Salvini relative all’assegnazione della scorta alla senatrice a vita Liliana Segre. E Proietti non si è tirato indietro.

Gigi Proietti, Salvini “preoccupante”

“Le minacce, da parte di chiunque, sono gravissime – ha detto il leader della Lega –. Quelle che io quotidianamente ricevo, quelle contro la Segre, contro Salvini e contro chiunque sono gravissime”.

“Salvini dice di essere minacciato? – ha replicato Proietti – Diamo la scorta anche a lui così è contento! Certe dichiarazioni sono preoccupanti”.

Sul clamore generato dall’astensione del centrodestra al Senato sull’istituzione della Commissione su razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio promossa dalla Segre, scampata al genocidio nazista, Proietti è ancora più netto. “Se uno non condanna drasticamente, senza se e senza ma – spiega all’AdnKroson –, significa che c’è molta parte degli italiani che vuole questo ed è la cosa che mi angoscia di più”.

Un primo piano di Gigi Proietti e Matteo Salvini
Gigi Proietti e Matteo Salvini (foto: Twitter @Adnkronos Facebook @salviniofficial)

Salvini Liliana Segre, Proietti: “Segnali inquietanti”

“Forse ci siamo distratti – aggiunge Proietti –. È da tempo che in questo paese ci sono segnali strani, direi inquietanti. Spesso le dichiarazioni di persone che dovrebbero rappresentare il popolo sono preoccupanti. Io se parlo, parlo per me mentre i politici parlano per i propri elettori e questa cosa è molto preoccupante”.

Proietti, al cinema dal 7 novembre come doppiatore nel film Attraverso i miei occhi, conclude con un messaggio di speranza. “Ci dovrà essere una presa di posizione da parte di un fronte più progressista e democratico – si augura – per far capire che il paese non è solo questo, è anche diverso da quello di cui si parla continuamente. Di quell’altro paese però non si parla mai”.

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