L’ultima intervista di Gianni Cavina prima della morte: “Paolo Villaggio egoista, Abatantuono sopravvalutato”

Due settimane prima di morire, l'attore bolognese, malato da tempo, ha concesso questa chiacchierata al "Fatto Quotidiano": "Attori bravi con cui ho lavorato? Nessuno in particolare"

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Gianni Cavina, Paolo Villaggio e Diego Abatantuono
Gianni Cavina, Paolo Villaggio e Diego Abatantuono

Lo scorso 26 marzo, all’età di 81 anni, è morto a Bologna, sua città natale, Gianni Cavina, attore feticcio di Pupi Avati e grande interprete del teatro italiano. Era malato da tempo. “Possedeva le qualità dell’attore completo: poteva passare dalle parti più comiche, come quelle che interpretò nei nostri primi film, a ruoli molto sentiti e importanti”, ha detto di lui il produttore Antonio Avati, fratello di Pupi.

Gianni Cavina: Paolo Villaggio “egoista e cattivo”

A poco più di due mesi dalla sua scomparsa, Il Fatto Quotidiano pubblica l’ultima intervista di Gianni Cavina prima della morte. Una chiacchierata inedita con il giornalista Alessandro Ferrucci, durante la quale l’attore (che “già stava molto male, ma non ne parlava”) ripercorre la sua lunga carriera cominciata nel 1968 e si toglie qualche sassolino dalla scarpa.

Il primo riguarda La locandiera, adattamento della commedia di Goldoni girato nel 1980. Insieme ai protagonisti Claudia Mori e Adriano Celentano c’era Paolo Villaggio, “l’uomo che non rideva mai” come lo chiamava la figlia Elisabetta. “Un uomo molto egoista, cattivo: in quei giorni, sul set, nevicava, un freddo clamoroso, eppure non consentiva a nessuno di entrare nella sua roulotte per bere almeno un caffè”, ricorda Cavina.

I suoi film migliori, quelli di cui parla con più piacere, sono Regalo di Natale e La via degli angeli di Avati e La grande famiglia di Riccardo Milani. Sul set di Regalo di Natale c’erano Diego Abatantuono e Carlo Delle Piane. “Abatantuono non è un fenomeno: un attore sopravvalutato con molta fortuna”, dice Cavina. Mentre Delle Piane era “una persona adorabile, un rompicoglioni da morire: era vietato toccarlo, anzi non potevi neanche guardare nel piatto dove mangiava. Una cosa impressionante, però con un cuore grande, grande”.

Gianni Cavina e Carlo Delle Piane in una scena del film Regalo di Natale
Gianni Cavina e Carlo Delle Piane in Regalo di Natale (foto: Duea Film / DMV Distribuzione)

Gianni Cavina, ultima intervista un’ode a Fenech e Avati

Nel 1981 Cavina affianca Lino Banfi, Milena Vukotic e Edwige Fenech nella commedia stracult Cornetti alla crema. Per la Fenech ha parole al miele: “Eccezionale come donna e come amica; una persona molto preparata ad affrontare quel tipo di meccanismi”.

Cavina ha girato 17 film con Pupi Avati, compreso l’ultimo, Dante, ancora inedito. “In realtà lo amo da morire e lui ama me. Poi non ci sentiamo tanto, ma per non romperci i coglioni, così quando ci incontriamo siamo molto sereni”, confessa l’attore.

Negli ultimi anni, prima della scomparsa, ha recitato poco perché “non me lo consentono più”. “Mesi prima voleva buttare il cellulare ‘tanto non mi chiama più nessuno’”, rivela la moglie Giovanna. Un vero peccato perché Cavina ammette che “recitare mi dà un piacere incredibile, avverto dei brividi assoluti, una gioia infinita”.

Un estratto della strepitosa interpretazione di Gianni Cavina in Regalo di Natale

2 COMMENTS

  1. […] Prodotto da Ocean Productions per Rai Fiction, il biopic su Paolo Villaggio si intitolerà Come è umano lei, frase cult di Fantozzi, il ragioniere più sfortunato d’Italia nato all’inizio degli anni Settanta come personaggio letterario e diventato icona della cultura popolare al cinema. Il film tv ricostruirà il percorso umano e artistico dell’attore genovese morto nel 2017 a 84 anni, comico travolgente e al tempo stesso raffinato intellettuale, non proprio un carattere facile come ha raccontato Gianni Cavina. […]

  2. […] Nel corso di un lungo e faticoso viaggio da Firenze a Ravenna, Boccaccio ricostruisce la storia umana, politica e artistica di Dante Alighieri, morto in esilio nel 1321. Il biopic di Pupi Avanti ha per protagonisti Alessandro Sperduti (il giovane Dante), Sergio Castellitto (Boccaccio), Carlotta Gamba (la musa Beatrice), Enrico Lo Verso (Donato degli Albanzani) e Alessandro Haber (l’abate di Vallombrosa) e si basa sul romanzo L’alta fantasia dello stesso Avanti, pubblicato da Solferino. L’operazione, costata vent’anni di lavoro, è coraggiosa e riuscita: avvicinare il sommo poeta ai ragazzi di oggi. È anche l’ultimo film di Gianni Cavina, attore feticcio di Avati scomparso lo scorso 26 marzo all’età di 81 anni. […]