Enrico Montesano: “Per noi lo Stato non ha soldi, la politica deve fare dieci passi indietro”

L'attore critica le misure del governo per i lavoratori di cinema e teatro e le ipotesi sulla ripresa degli spettacoli dal vivo

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Le proposte del Mibact, l’incontro con l’Agis e il decreto Rilancio appena approvato dal Consiglio dei ministri non soddisfano Enrico Montesano, in prima linea per i diritti dei lavoratori dello spettacolo. L’attore si fa portavoce di questa insofferenza con delle dichiarazioni al veleno nei confronti del ministro Franceschini e della task force di Vittorio Colao. Secondo Montesano, il mondo del cinema e del teatro è stato abbandonato e la Fase 2 per le maestranze, ferme da più di due mesi, appare ancora molto lontana.

Enrico Montesano: teatro e cinema in difficoltà

“Io vorrei sapere – dice Montesano all’AdnKronos – ma sta task force è pagata o lavora aggratis? Ma non se vergognano? Qui c’è gente che non prende un soldo da febbraio, vorrei sapere che cosa produce uno che fa una task force? Gli diamo pure i soldi per partorì ste fregnacce? Ma date i soldi agli imprenditori seri che danno lavoro alla gente! Se a noi ci chiamano noi ci andiamo gratis a dargli un consiglio! Noi dovremmo andare tutti a lavorare gratis per aiutare il nostro Paese”.

L’Agis, l’associazione di categoria che riunisce lavoratori di cinema, prosa, musica e danza, punta a far ripartire gli spettacoli dal vivo nel mese di giugno, prediligendo quelli all’aperto. Le condizioni, tuttavia, prevedono misure di sicurezza stringenti come l’uso delle mascherine per attori, musicisti e ballerini e il numero limitato di posti per il pubblico.

“Innanzitutto – precisa Montesano – se riapri a giugno non ci va nessuno a teatro e se Franceschini mette il pubblico a scacchiera non solo i teatri ma anche le compagnie come ripartono? A quanto devono mettere il biglietto? A livello economico non conviene a nessuno, né al gestore del teatro né alle compagnie teatrali, a meno che siano fortunate perché prendono i soldi del fondo dello spettacolo”.

L’attore romano racconta la propria esperienza, comune a tantissimi colleghi, indipendenti o affermati. “Quando andiamo in tournée – sottolinea Montesano – paghiamo come se fossimo dei ricchi turisti arabi e russi. Paghiamo la benzina come tutti ma mica andiamo in vacanza: andiamo in giro per lavorare! L’autostrada la paghiamo come tutti e i miei attori si spaccano la testa perché con la diaria che prendiamo hanno difficoltà anche a trovare un albergo dignitoso! Allora perché non posso avere un voucher, una specie di tessera verde dove la benzina la pago come i trattori agricoli? Io se viaggio pago le accise, ‘acci sua! Perché non ci fanno gli sconti come ai politici che mangiano con 15 euro come alla mensa? Noi paghiamo sempre tutto, io non voglio soldi ma almeno toglimi le tasse e gli oneri sociali, non ora con il Covid-19 ma sempre. Distribuire denaro vuol dire avere potere, allora sarebbe il caso che la politica facesse dieci passi indietro”.

L’attore se la prende con il Governo Conte, incapace di gestire al meglio questa crisi. “Quando parla Tiziano Ferro, o Gigi Proietti e Montesano – puntualizza – non dovete pensare a loro ma a tutti quelli che lavorano con loro. Da quando è iniziata questa emergenza stanno tutti a spasso. Abbiamo capito che per noi lo Stato non ha soldi ma assume ancora gente nelle task force che non si sa a che servono. Chiamate gli attori che fanno teatro e che conoscono le cose. Io proponevo quello che di solito propongono gli industriali e gli imprenditori: non date i soldi a pioggia con il FUS ma fateci pagare meno tasse”.

Un primo piano di Enrico Montesano nel suo Monologo non Autorizzato
Enrico Montesano nel suo Monologo non Autorizzato (foto: Facebook @enricomontesanoattore)

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La soluzione di Montesano è semplice: i primi ad essere ascoltati in questo settore dovrebbero essere gli attori, i produttori, gli esercenti, i ballerini.

“A me – conclude l’attore – non mi ha mai chiamato nessuno, neanche l’Agis che mi conosce bene. Il Mibact lo sa che esisto ma nessuno mi ha mai convocato. Io ho iniziato la mia carriera nel 1966, magari potrei dargli qualche suggerimento!”.

Nel dl Rilancio, le misure a sostegno dei lavoratori dello spettacolo e della cultura prevedono un’indennità di 600 euro per i mesi di aprile e maggio per gli iscritti al FPLS e un fondo di emergenza da 225 milioni di euro per sostenere librerie, musei e altri luoghi di cultura. Basterà per non far collassare un intero sistema?

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