La recensione di Diego Maradona, il docu-film sull’eroe controverso del calcio internazionale

La nostra recensione di Diego Maradona accompagna l’uscita ufficiale nelle sale cinematografiche del film-evento della Nexo Digital. Per chi non lo sapesse, le proiezioni avranno luogo solo il 23, 24 e 25 settembre in questi cinema italiani, e vi anticipiamo subito: non perdetevi questo piccolo gioiello!

Recensione di Diego Maradona: un film per tutti, anche chi non ama il calcio

Chi vi scrive è una non tifosa, una che del calcio conosce giusto un po’ le regole e che si limita a guardare i mondiali semplicemente per compagnia. E che, nonostante l’incredibile fama e le gesta del celebre calciatore argentino, non ne aveva mai subito il fascino. Mi vogliano perdonare i tifosi e gli appassionati, ma il cosiddetto ‘mito’ di ‘D1Os’ non è stata la premessa alla visione di questo splendido documentario.

recensione di diego maradona

Per una durata complessiva di poco più di due ore, il regista premio Oscar Asif Kapadia, racconta una storia avvincente, coinvolgente, avventurosa ma al tempo stesso di crescita, di maturazione, di umanità. Un giovanissimo eroe, un ragazzino povero e senza istruzione cresciuto in una baraccopoli che mette tutta la sua forza e la sua energia nello sport, spingendosi oltre ogni limite personale per mettere a punto una tecnica sopraffina.

Insieme al giocatore esordiente, il pubblico cresce con lui, attraversa le prime difficoltà, stringe i denti per allenarsi di più, e meglio. Si adatta pian piano alla nuova vita a Napoli, la prima squadra italiana che lo mette sotto contratto dopo il Boca di Barcellona. Si fa forte delle sue idee determinate, del suo gioco deciso ed energico, e corre dritto come un toro, travolgendo (sia metaforicamente che fisicamente) gli avversari.

Le chicche per gli esperti sono molteplici: attraverso un accurato lavoro di ricerca, interviste esclusive ed incrocio di fonti, infatti, il team di produzione è riuscito a recuperare video assolutamente inediti, intimi e privati: dai rapporti con il clan dei Giuliano alla complessa vicenda familiare della paternità (inizialmente non riconosciuta) di Diego Armando Jr., nato dalla relazione clandestina con Cristiana Sinagra, passando per tutte le sfumature e i retroscena dello scudetto, dei mondiali e dell’ascesa della star.

Lo sport è un pretesto, il vero racconto è quello dell’umanità che si rafforza e si spezza in balia degli eventi

Il focus principale è proprio sugli anni trascorsi a Napoli, sui passaggi fondamentali che di Diego cambiano non solo la carriera, ma anche la sua evoluzione come persona. Il regista ci tiene molto ad operare una netta distinzione: l’uomo Diego, il calciatore Maradona. Quest’ultimo è un divo, un eroe prima amato e venerato e poi odiato, ripudiato dai suoi stessi sostenitori e spinto in una spirale decadente, dolorosa ed estraniante. Il primo, invece, è colui che regge tutto sulle sue spalle e che nasconde tutti dietro i profondi occhi scuri.

La forza di questo film che proviamo a raccontarvi in questa recensione di Diego Maradona sta nel perfetto ritmo di montaggio, nei toni del racconto, nell’incredibile esperienza immersiva. Nell’epoca della realtà virtuale e aumentata, un tradizionale documentario per il grande schermo riesce a tirarsi dentro lo spettatore come un’esperienza in prima persona, un viaggio dentro quella che è anche un po’ la storia dell’Italia anni ’80.

Il regista ha raccontato di aver avuto in mente quest’opera dal ’97, ma che all’epoca stava già lavorando al documentario su Senna (il suo grande lavoro d’esordio che ha conquistato il cuore del Pibe de Oro in persona). Successivamente è arrivato il momento della consacrazione con il racconto di Amy (Winehouse), opera che gli è valsa un premio Oscar.

L’annuncio di Maradona e la curiosità del regista: “Non ha ancora visto il film, al momento sparito…”

A quel punto il numero 10 del Napoli ha annunciato festoso sul suo profilo Facebook: “La sua prossima opera sarà su di me“. Poco tempo dopo avrebbe accettato di farsi intervistare per 9 lunghe ore, una confessione intima e preziosa che ha generato un racconto mai visto prima d’ora in nessun altro dei film dedicati al calciatore.

Quando abbiamo incontrato Kapadia, in occasione dell’anteprima napoletana, era molto ansioso di volare a Buenos Aires per mostrare il film a Diego in persona: “Maradona reagisce sempre come non ti aspetti: quando l’ho contattato per l’intervista è stato straordinario, collaborativo, profondo. Adesso che vorrei mostrargli il film finito, però, non risponde, sembra evasivo… ” Sarà spaventato, ci chiediamo?

Guardate voi stessi il film e giudicate…

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