Il post di Selvaggia Lucarelli contro Napoli e i napoletani ‘permalosi’ dopo lo spot del Buondì Motta

Se bazzicate il web e, soprattutto, le polemiche del piccolo schermo, avrete sicuramente letto il post di Selvaggia Lucarelli contro Napoli – o meglio, contro i napoletani che si sono scagliati contro l’ultimo spot della Buondì Motta. Se non sapete di cosa stiamo parlando, eccovi il video ‘incriminato’:

Che cos’ha scritto Selvaggia Lucarelli contro Napoli? Le parole che hanno fomentato la polemica sulla pubblicità della Motta

Per capire bene il motivo dell’accorato e ironico discorso di Selvaggia Lucarelli contro Napoli, però, va puntualizzato che non appena questo spot è stato diffuso, in molti appartenenti al capoluogo campano hanno commentato indignati riguardo l’associazione “musica napoli” al motivetto neomelodico oggetto di scherno.

Ecco un esempio: “Pubblicità disgustosa, la musica napoletana è cultura in tutto il mondo e di certo non va rinchiusa in un pezzo di musica neomelodica, prendere in giro i napoletani è lo sport preferito di voi del Nord“, e così via, a forza di “boicottaggio” delle merendine confezionate.

E insomma, questa sfilza di critiche è arrivata all’occhio di moltissimi utenti, inclusa la blogger de Il Fatto Quotidiano. Che ha deciso di sfogarsi così:

Napoli è bellissima, stupendissima e favolosissima.
E’ l’ottava meraviglia del mondo dopo Machu Picchu e il sorriso di Ryan Gosling. E’ la città in cui tutti vorrebbero nascere e soprattutto morire, anche giovani, non fa nulla, basta che l’ultimo fotogramma impresso sull’iride prima di lasciare questa terra sia una cartolina di Mergellina.

E’ la città in cui si mangia meglio, del resto la pizza è nata a Napoli e pure tutto quello che la compone. Inutile diffondere voci inesatte e offensive nei confronti della città di Napoli sul pomodoro. E’ vero infatti che il pomodoro fu scoperto dagli Aztechi ma come tutti sanno il vero nome di Montezuma era “MontediProcida”, detto anche Montezuma.

selvaggia lucarelli contro napoli

Anche la storia secondo la quale il basilico sulla pizza verrebbe dalla lontana India è stata diffusa per oscurare e soprattutto offendere Napoli. Nessuno sa che la pianta era nativa di Pompei e cresceva solo a Pompei ma un napoletano sleale è riuscito a scappare dall’eruzione del 79 d.c. con una piantina in mano, salendo sulla prima nave per il Bengala. Che il pane lievitato sia stato inventato in Egitto, poi, è una fandonia che mira solo ad offendere Napoli e i napoletani. Lo sanno tutti che tra gli oggetti ritrovati nella tomba di Tutankhamon c’erano gioielli, scarabei verdi, rasoi di bronzo, un carro da caccia, la statua di Anubi e tre cartoni della pizzeria “O’ Vesuvio”.

False poi tutte le voci che alimentano una narrazione diffamatoria zeppa di pregiudizi e stereotipi infamanti che offendono Napoli e i napoletani. Non è vero che a Napoli rubino biciclette e motorini. Io per esempio ho lasciato la mia Vespa fuori tutta la notte a Napoli e il giorno dopo la marmitta era ancora lì, attaccata al palo. E che dire della battuta di Ilaria D’Amico detta per fare la spiritosa ma soprattutto per offendere Napoli “Hanno sparato i fuochi d’artificio in stile un po’ partenopeo”? Hanno fatto bene i napoletani a denunciare la D’Amico e pure Sky. Lo sanno tutti che ai napoletano botti e mortaretti non piacciono: la notte di Capodanno a Napoli si spengono tutte le luci in città e ci si dedica alla meditazione del cuore di Osho.

La risposta ‘piccata’ della blogger

C’è perfino chi, per offendere Napoli e i napoletani, afferma che la faccenda del sangue di San Gennaro sia una truffa intrisa di superstizione. Lo sanno tutti che i napoletani non sono superstiziosi e comunque chi lo sostiene solitamente muore giovane. C’è perfino chi osa sostenere che a Napoli ci sia il problema dell’immondizia. Una volta l’ha detto perfino Giletti che infatti è stato giustamente querelato da De Magistris per questa falsità che offende Napoli e tutti i napoletani. Se l’è cavata con le legge solo perché si sa che i magistrati ce l’hanno con Napoli visto che passano tutto il giorno nelle aule di giustizia con le luci al neon e invece a Napoli splende sempre il sole.

Ributtante poi l’ironia sulla musica neomelodica napoletana che è in assoluto la più bella del mondo e chi dice il contrario lo dice perché vuole offendere Napoli e soprattutto i napoletani. Inutile star lì a replicare “E allora Mozart dove lo mettiamo?”, perché lo sanno tutti che Mozart ha composto “Le nozze di Figaro” solo perché è stato alle nozze di questo Figaro e non l’hanno invitato a quelle di Tony Colombo.
La si smetta una volta per tutte anche di associare Napoli alla camorra, perché che ci sia la camorra a Napoli è una voce messa in giro da Roberto Saviano il quale voleva fare soldi scrivendo di camorra, ma soprattutto offendere Napoli e i camorristi napoletani. Sarebbe pure ora che chiedesse scusa perché non esiste che uno accusi i camorristi di essere responsabili della camorra, è come dire a uno che si guadagna da vivere con i libri, di scrivere libri per guadagnarsi da vivere. Accuse infamanti, a cui è ora di dire basta.

E il calcio? Chi afferma che Pelè era meglio di Maradona offende Napoli e i napoletani, ma soprattutto, chi non riconosce la superiorità calcistica e morale di Maradona è una brutta persona perché sicuramente si droga. La più evidente falsità diffusa da chi offende Napoli e i napoletani è però quella secondo la quale il sindaco di Napoli De Magistris, con l’invenzione dello sportello del Comune dedicato a chi vuole denunciare chi offende Napoli, stia cavalcando l’inesistente permalosità dei napoletani. I napoletani non sono permalosi e De Magistris non è populista, per dire sulla sua scrivania ci sono corni, ferri di cavallo, Che Guevara, Pulcinella e la copia mignon della chitarra di Pino Daniele ma non la salma di Totò. E’ un segnale di sobrietà, una scelta impopolare che solo chi ama offendere Napoli e i napoletani non può non riconoscergli.

Ad ogni modo, tutta questa breve premessa era per dire, con umiltà, che a me il tanto discusso spot delle merendine che ironizza sulla sulla musica neomelodica ha fatto ridere.”

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