Platinette contro utero in affitto e legge sull’omotransfobia: insulti e applausi sui social

Mauro Coruzzi critica il disegno di legge Zan e divide il web tra chi è d'accordo e chi lo contesta

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Un primo piano di Mauro Coruzzi in arte Platinette
Mauro Coruzzi in arte Platinette (foto: MediasetPlay)

La strigliata al disegno di legge Zan arriva all’improvviso sui social e soprattutto da Mauro Coruzzi, conosciuto nel mondo del piccolo schermo con il nome d’arte da drag queen di Platinette: l’utero in affitto è “più violento di uno stupro”. Il conduttore radiofonico e autore lo dichiara nel corso di un’intervista al giornale La verità. Coruzzi critica apertamente il DDL Zan (dal cognome del deputato del Partito democratico primo firmatario), che se approvato farà rientrare nei reati e commenti d’odio anche quelli sull’identità di genere oltre quelli chi già puniscono la nazionalità, l’origine etnica e la confessione religiosa.

Platinette si spiega su Instagram

“Figuriamoci se ho il coraggio e la leggerezza per avere a casa un figlio – specifica Platinette su Instagram – frutto magari di un utero in affitto. Sei più violento tu con le donne di quanto siano gli stupratori: la paghi perché vuoi qualcosa che ti assomigli, poi la liquidi. Certo, lei è consenziente, ci mancherebbe fosse costretta a farlo”.

“Sono felice che ci sia una legge sulle unioni civili – chiarisce l’ex giudice di Amici – e che coloro che vogliono utilizzarla lo facciano. Ma posso aggiungere che non mi riguarda?”.

Anche sul reato d’opinione, Coruzzi va controcorrente. “Se dobbiamo spiegare un’opinione proprio perché non è conforme – precisa – vuol dire che l’esercizio della democrazia ha un senso. È altrettanto vero che praticarlo continuamente diventa difficile”.

L’opinionista di Italia Sì di Marco Liorni puntualizza di non voler sottolineare il fallimento delle unioni civili. “Sono felice per la legge – ammette – ma dall’alto della mia veneranda età, posso dire che questa legge non cambierà i comportamenti?”.

Quanto alla genitorialità per le coppie omosessuali, Coruzzi si richiama ad un senso di responsabilità e libertà individuale. “Se dobbiamo morire di pensiero dominante – dichiara – moriamo e facciamola finita. Non prendiamo nemmeno le precauzioni con il distanziamento fisico. Non ho voglia di nascondere la testa sotto la sabbia, mi permetto di esprimere opinioni quando vengono richieste”.

Un primo piano di Mauro Coruzzi in arte Platinette
Mauro Coruzzi in arte Platinette (foto: MediasetPlay)

Mauro Coruzzi Platinette divide il web tra favorevoli e contrari

Le dichiarazioni di Platinette non sono passate inosservate e hanno sollevato un polverone sul web.

Da una parte, c’è chi, specie nella comunità LGBT+, contesta Coruzzi “che dall’alto del suo privilegio offende, insulta, svilisce e sminuisce tutti noi e ciò che tanti subiscono quotidianamente”.

Dall’altra, molti difendono le sue opinioni e sottolineano il paradosso di chi “odia Platinette che non approva il reato d’odio”. L’accusa più comune che piove sulla comunità LGBT+, che non permette a Coruzzi di “esprimersi liberamente e democraticamente”, è di “fascismo rosso”.

E voi con chi siete d’accordo, con Platinette o con i suoi detrattori?