Pippo Baudo, l’appello alla Rai: “Ridate Canzonissima e i vecchi programmi!”

Il conduttore, intervistato da "Oggi", chiede al servizio pubblico di rimandare le trasmissioni storiche "esattamente come erano"

“Ridate Canzonissima e i vecchi programmi!”: è questo l’appello lanciato alla Rai da Pippo Baudo, 84 anni il prossimo giugno di cui 60 di carriera televisiva. Il re dei conduttori ha rilasciato un’intervista al settimanale Oggi nella quale chiede all’azienda di viale Mazzini, in quanto patrimonio di tutti, di tornare ad essere la più grande fabbrica culturale del Paese. In queste settimane difficili di isolamento forzato ed emergenza sanitaria, ci vogliono meno informazione e repliche nei palinsesti delle reti generaliste, più spazio all’intrattenimento intelligente.

Pippo Baudo: Rai, ridai i vecchi programmi

“In questi giorni in tv – dice Baudo – non hanno cambiato molto, semmai hanno accorciato. Io, comunque, consiglierei alla tv di prendere i vecchi programmi che hanno nel cassetto e di rimandarli in onda, esattamente come erano. Tipo Canzonissima fatta da Corrado o la mia. Fantastico fatto dalla Cuccarini e dalla Carrà”.

Il conduttore siciliano è il simbolo della televisione italiana, un instancabile intrattenitore dal debutto del 1959 nel programma La conchiglia di Enzo Tortora a trasmissioni che hanno fatto la storia come Domenica In e Novecento.

Non è la prima volta che il decano dei presentatori critica “i palinsesti tutti uguali” della tv di oggi. Stavolta, tuttavia, c’è un motivo in più per chiedere alla Rai di intervenire: con la programmazione che cambia per fronteggiare l’emergenza e molti show d’intrattenimento che si spengono, bisogna dare al pubblico a casa qualche ora di completa evasione, cercare una boccata d’aria fresca, un modo per distrarsi.

Un primo piano di Pippo Baudo
Pippo Baudo (foto: Ufficio stampa Rai)

Pippo Baudo oggi: “Vedo la tv, leggo e ascolto musica”

Baudo rivela a Oggi di trascorrere il suo isolamento domestico con un po’ di paura. “Nell’inconscio – confessa – ho paura, sì. Guai a non avere paura…”. Ogni giorno è in contatto con i figli Alessandro e Tiziana e i nipoti. “Hanno 9 anni – racconta – ma si comportano come ne avessero 19: mi aspettavo che sentissero questa carcerazione non voluta, invece sono scrupolosi, studiano o ascoltano musica”.

Lui, il “seratante” come ama definirsi, passa il tempo tra leggerezza, impegno e speranza per il futuro dell’Italia. “In questo preciso momento sto vedendo la tv – ammette – e leggendo contemporaneamente il Corriere. E poi ascolto tanta musica. Sa, avendo fatto molti Sanremo mi accompagna da sempre. Una canzone che mi fa compagnia? Una c’è, ma non sarebbe italiana… Over the Rainbow”.