Pino Insegno torna a Reazione a catena: pubblico diviso tra fan e detrattori

“Passo sempre per ‘l'amico di’, ma la mia storia professionale è lì da vedere”, annuncia il conduttore alla prima dell'edizione 2024 del quiz di Rai 1

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Pino Insegno a Reazione a catena 2024
Pino Insegno a Reazione a catena 2024 (foto: RaiPlay)

Neanche è cominciata l’edizione 2024 di Reazione a catena che già il pubblico è spaccato tra fan e detrattori del suo conduttore: Pino Insegno. Nuovo si fa per dire perché il doppiatore romano ha già presentato il quiz estivo di Rai 1 dal 2010 al 2013 per la bellezza di 363 puntate. Stavolta, però, il suo approdo alla trasmissione fa discutere per motivi legati alla politica.

Reazione a catena, Pino Insegno divide il pubblico

Con il ribaltone che ha portato Marco Liorni a L’eredità al posto di Flavio Insinna, Insegno è finito nell’occhio del ciclone. Sarebbe proprio il suo nome ad aver indispettivo i produttori di Banijay e Diego Righini, manager del conduttore vicino a Giorgia Meloni, avrebbe trovato rimedio con Reazione a catena. Sin dalla prima puntata del 3 giugno, la rentrée del conduttore divide i telespettatori tra chi approva la bravura di Insegno e chi non guarderà più il game show del preserale perché “antifascista”.

Passo sempre per ‘l’amico di’, ma la mia storia professionale è lì da vedere”, racconta l’attore in un’intervista a Sorrisi in merito all’amicizia con la premier e alle sue simpatie di destra. “Sognavo da tempo di rifare Reazione a catena, perché è scritto così bene che, passatemi il paragone, è come recitare Shakespeare o Pirandello a teatro”, si sbilancia il conduttore. A far discutere tuttavia è anche il flop incassato con Il mercante in fiera su Rai 2, capace di raggranellare una media di appena il 2% di share.

Pino Insegno, Reazione a catena 2024 una rivincita

C’è chi vuole boicottare Reazione a catena e Pino Insegno perché l’accoppiata rappresenta un “insulto” alla meritocrazia. A fare eco a questa posizione ci sono quelli per i quali non si giudica un artista in base all’orientamento politico, ma esclusivamente sulle sue capacità. Insomma, pubblico disunito e schierato in fazioni. In realtà, la formula del programma prodotto nel Centro di Produzione Rai di Napoli con Sony Pictures non è che cambierà più di tanto.

Da doppiatore e da comico, Pino Insegno promette di metterci come tocco speciale l’ironia, la leggerezza e soprattutto la voce. “Il programma è molto ‘radiofonico’, cercherò di sottolineare al massimo i momenti in cui il conduttore non si vede ma si sente, per valorizzare le sfide tra concorrenti”, promette Insegno.