Giuni Russo, la rabbia della compagna: “Rettore mente, rispetto per il suo male”

Donatella aveva detto in TV di aver assistito la collega nel 2004 durante le chemioterapie: la reazione di Maria Antonietta Sisini non si è fatta attendere

Giuni Russo Rettore fu un duetto che spopolò nell’estate del 1987. Le due cantanti collaborarono nel singolo Adrenalina, brano inserito nel disco della Russo, Album. Da allora sono rimaste amiche, fino alla scomparsa di quest’ultima, morta di cancro nel 2004, a soli 53 anni. A fare scalpore è l’intervista concessa da Donatella al programma Vieni da me. Ospite di Caterina Balivo, la cantante ha ricordato gli ultimi giorni di Giuni.

Giuni Russo Rettore, è polemica

“Ho accompagnato Giuni Russo – ha detto Rettore – attraverso l’estate del 2004. Ricordo che mi chiamava dopo le sedute di chemioterapia. Mi diceva: ‘Sto talmente male, se parliamo mi sento meglio’. Non mi è piaciuto che abbia sofferto così tanto. Secondo me bisogna lasciare una libera scelta a chi vuol soffrire fino all’ultimo e a chi se ne vuole andare con dolcezza”.

Queste dichiarazioni non sono piaciute a Maria Antonietta Sisini, la produttrice, collaboratrice e compagna di vita per 36 anni della popstar di Un’estate al mare e Alghero.

In un’intervista alla trasmissione Io e te di Pierluigi Diaco, Sisini smonta la testimonianza della Rettore. “Purtroppo – ha dichiarato – sono costretta a rompere il mio riserbo sulla malattia di Giuni Russo, artista con la quale ho lavorato e vissuto per 36 anni e di cui porto avanti l’eredità artistica”.

Un primo piano di Giuni Russo e di Rettore
Giuni Russo Rettore

Giuni Russo, malattia raccontata dalla compagna

“Rettore – ha spiegato la compagna – non ha visto né sentito Giuni negli ultimi anni. Giuni nel 2004 non ha fatto chemioterapia, ha smesso nel 2003. Dopo le sedute di chemio non aveva nessuna voglia di parlare al telefono con chicchessia”.

“Giuni – ha aggiunto – è stata assistita dalla sottoscritta e dalla Vidas (l’associazione che offre assistenza completa e gratuita ai malati terminali, ndr), che non smetterò mai di ringraziare perché grazie alle loro cure Giuni non ha sofferto. Non vado oltre, perché ho sempre tenuto il riserbo che Giuni merita”.

Un’intervista che ha fatto discutere, come quella di Luca Barbareschi al talk di Diaco.

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