Gerry Scotti: “Prendo il vitalizio parlamentare ma do i soldi in beneficenza, se aspetto che cambino le regole…”

Il conduttore, ex deputato socialista, ha maturato la pensione l'anno scorso: "La mia esperienza in Parlamento? Non eclatante"

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Gerry Scotti
Gerry Scotti

In vista delle elezioni, il Messaggero intervista Gerry Scotti, una delle tante star della tv che è passata per la politica. Dal 1987 al 1992 il conduttore è stato deputato del Partito Socialista, allora guidato da Bettino Craxi. Candidato alla Camera nel collegio di Milano, venne eletto con quasi 10.000 preferenze. Oggi, a distanza di vent’anni, non ha un ricordo esaltante della sua esperienza parlamentare.

Gerry Scotti: vitalizio parlamentare in beneficenza

“Era un Paese alla deriva – ricorda Scotti al Messaggero – e c’era tanta impunità. Tanti, in certi ambienti, pensavano di essere al di sopra della legge. Io da estraneo fui subito messo in disparte. Quando passavo si giravano e mi ridevano dietro, smettevano di parlare. Pensavo di poter fare qualcosa di buono, discutere, organizzare. Volevo la presidenza della Commissione d’inchiesta sulla condizione giovanile, me l’avevano promessa ma non l’ho mai avuta. Non mi facevano fare nulla, e quando provai a dare le dimissioni non le accettarono. Non è stata un’esperienza eclatante”.

A lui e ad altri personaggi del mondo dello spettacolo, si riferì Rino Formica quando parlò di “nani e ballerine” con cui Craxi aveva infarcito l’Assemblea Nazionale del PSI. In quel periodo, Scotti presentava ogni sera alle 19 il quiz Il gioco dei nove su Canale 5. Fu inserito, insieme a Ilona Staller, nella lista del “superassenteisti”, i parlamentari che si fecero notare soprattutto per le assenze. “Onorevole a mezzo servizio”, lo definì Beniamino Placido in uno dei suoi celebri editoriali su Repubblica.

Eppure Scotti presentò 33 proposte di legge – tra cui una “green” per non usare la plastica per gli alimenti – e da tempo chiede di non ricevere più il vitalizio parlamentare, maturato con i 65 anni d’età. “Dopo aver chiesto a tre premier di fare una regola per poter rinunciare a quei soldi – rivela il conduttore –, l’ultimo a cui l’ho chiesto è stato Matteo Renzi, mi sono arreso: li prendo e li do in beneficenza. Prendo mille euro da settembre dell’anno scorso. A novembre per la Giornata della ricerca darò l’importo di un anno come borsa di studio. Se aspetto che cambino le regole…”.

Gerry Scotti
Gerry Scotti (foto: QuiMediaset)

Gerry Scotti, Fedez e l’ego “enorme” dei giovani

Ora che ha 66 anni (li compie il 7 agosto) e ha passato indenne pure il virus e la terapia intensiva, il signore dell’intrattenimento televisivo è libero di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Virginio torna su quanto accaduto durante la puntata del podcast Muschio Selvaggio, quando è stato ospite di Fedez e il rapper ha detto di non aver mai sentito il nome di Giorgio Strehler, il fondatore del Piccolo Teatro di Milano e uno dei più grandi registi del Novecento.

Questi ragazzi hanno un ego enorme – dichiara Scotti –. Diventati popolari in pochissimo tempo, Fedez e gli altri sono bravi nel loro campo, come gli sportivi. Peccato che parlino di presente e futuro senza sapere nulla del passato. Sono molto ignoranti”. Lui, interrotti gli studi di giurisprudenza a due esami dalla laurea, festeggerà presto 40 anni di carriera in tv. “Non ho mai avuto la puzza sotto il naso – ammette il presentatore –. Ho fatto un calcolo: all’ora di cena, sono entrato nelle case degli italiani almeno diecimila volte. In quella fascia oraria devi essere in sintonia con la gente. E poi c’è voluta un po’ di follia”.