Enrico Beruschi: “Quando guardo la tv di oggi non mi diverto per niente”

Il comico milanese racconta in un'intervista a "Sorrisi" la differenza tra la televisione di ieri e quella di oggi

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Enrico Beruschi al Drive In tra le ragazze Fast Food
Enrico Beruschi al Drive In tra le ragazze Fast Food

La televisione di oggi mette tristezza persino a un comico perennemente positivo e allegro come Enrico Beruschi. In un’intervista concessa a Tv Sorrisi e Canzoni, il cabarettista milanese racconta il suo periodo d’oro trascorso sul piccolo schermo e fa un confronto con quello che passa ora sulle tante reti a disposizione degli spettatori. “Un pochino mi sento dimenticato dalla tv, ma quando la guardo non mi diverto”, ammette Beruschi.

Enrico Beruschi: “Quello che si vede ora non è cabaret”

“Tempo fa mi hanno invitato a una trasmissione piena di artisti in difficoltà che si lamentavano delle pensioni. Ma io non sono in quelle condizioni lì. Prima della pandemia lavoravo a teatro”, precisa “Beruscao il penultimo mandingo” nell’intervista ad Andrea Di Quarto. Infatti si è dedicato alla lirica e specializzato nelle letture pubbliche dei libri di Guareschi, il papà di Don Camillo.

Adesso, a 81 anni, si gode il meritato riposo e ripercorre con il sorriso la sua lunga carriera. Il ragionier Beruschi ha un passato da vero ragioniere, prima in una banca e in una ditta tessile e poi da vicedirettore in un famoso biscottificio: la Galbusera. Decisivi per il suo salto verso il palcoscenico sono stati i compagni di scuola Cochi e Renato. Andava a vederli al Derby e fu l’avvocato, autore e cantautore Walter Valdi, animatore del tempio del cabaret milanese, a convincerlo a mettere alla prova il suo talento da barzellettiere.

Beruschi comincia a farsi notare aprendo a Boris Makaresko. A quel punto il suo nome inizia a circolare e la Rai lo chiama a condurre un programma per bambini. Decide di lasciare il lavoro: come vicedirettore guadagnava 300.000 lire, in Rai ne prende 20.000 al giorno per due giorni. La trasmissione va male, ma a salvarlo è Pippo Baudo.

Enrico Beruschi al Drive In tra le ragazze Fast Food
Enrico Beruschi al Drive In tra le ragazze Fast Food

Enrico Beruschi, Drive In: “Berlusconi capì tutto subito”

Baudo sta preparando uno show comico e Beruschi è arruolato da Bruno Voglino per Non Stop. Con lui ci sono i Gatti di Vicolo Miracoli e La Smorfia. È la rivoluzione della comicità televisiva. Nel 1979 partecipa addirittura al Festival di Sanremo con Sarà un fiore, censuratissima per il suo testo allusivo. Vince Mino Vergnaghi con Amare, ma dietro quel trionfo c’è ancora qualcosa di strano. “Mike Bongiorno continuava a dirmi: ‘Non cambiarti, resta in smoking, sei terzo’. Poi alla fine arrivai quinto. Non so che cosa è successo…”, rivela il comico.

Nel 1983 arriva la chiamata decisiva di Silvio Berlusconi. È l’inizio dell’avventura del Drive In, il programma che cambia per sempre la televisione. Il suo intercalare, gli sketch con l’amica Margherita Fumero (che tanti ancora scambiano per sua moglie) e i tormentoni come “E allloooraaa…” diventano di culto. Con lui ci sono il regista Giancarlo Nicotra, l’autore Antonio Ricci, talenti come Greggio, D’Angelo e Faletti, le ragazze Fast Food. “Vogliono denunciarmi: dicono che sono uno dei pochi che non ci ha mai provato”, ammette divertito oggi come allora.

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