È morto Franco Battiato: nell’ultima canzone cantava “la vita non finisce, è come il sogno”

Se ne va a 76 anni il Maestro siciliano, che in "Torneremo ancora" raccontava proprio la mortalità e l'ultima migrazione dello spirito

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Franco Battiato
Franco Battiato

Era da qualche anno che la malattia aveva portato Franco Battiato via dalla scena pubblica e dalla musica. Oggi, martedì 18 maggio 2021, il maestro che ha unito il pop e la metafisica ha lasciato il corpo ed è morto nella sua casa di Milo. Battiato si spegne poco più di un mese dopo il suo 76esimo compleanno e a quasi cinque anni dall’ultimo concerto al Teatro Romano di Catania nel 2017. Il cantautore era malato da tempo, ma quasi nessuno può dire con certezza quale fosse il male contro cui lottava. Dopo la frattura al femore e al bacino causate da una caduta, era riapparso soltanto sui social.

Franco Battiato, la malattia e il mistero della vita

La conferma della scomparsa di Battiato è stata data dalla famiglia. I parenti dell’artista siciliano, capace di spaziare tra generi diversissimi tra loro nel corso della sua lunga carriera, fanno sapere che le esequie si terranno in forma strettamente privata e ringraziano tutti per le innumerevoli testimonianze di affetto ricevute.

Nel suo ultimo brano inedito, Torneremo ancora, Battiato cantava: “La vita non finisce, è come il sogno. La nascita è come il risveglio: finché non saremo liberi torneremo ancora, ancora e ancora”. “Non possiamo dire che stia male, quando lo sentiamo al telefono dice di stare bene. Ma non sta sufficientemente bene da poter essere qui a parlare con tutti noi”, diceva il suo agente Franz Cattini negli ultimi tempi. “Il sogno è realtà”, aggiungeva il Maestro nel brano, di cui resta quell’ultimo video, in cui dopo una lunga assenza, tornava a suonare e a cantare.

Proprio in quell’occasione, era stata diffusa una dichiarazione di Battiato, in cui l’autore di capolavori come L’era del cinghiale bianco, Patriots e La voce del padrone spiegava il suo interesse per cercare di approfondire il “mistero insondabile del passaggio”.

Torneremo ancora è una sorta di “testamento musicale”, dal titolo profetico. “Aver visto Franco stesso commuoversi durante l’ascolto finale dell’intero disco è stata la conferma che un lavoro importante era stato fatto, dando vita a un documento che rende onore alla sua straordinaria carriera”, aveva detto il Mastro Carlo Guaitoli, direttore della Royal Philharmonic Concert Orchestra che ha arrangiato l’intero disco, composto da 14 tra i pezzi più rappresentativi dell’intera discografia dell’amato cantautore.

Franco Battiato
Franco Battiato

Franco Battiato: Torneremo ancora e la trasmigrazione delle anime

“Tutti noi siamo esseri spirituali in cammino verso la liberazione”, ha chiarito Juri Camisasca, amico e storico collaboratore che insieme a Battiato ha scritto Torneremo ancora.

“La trasmigrazione delle anime in transito verso la purificazione è l’idea di base che ispira questa canzone. I migranti di Ganden sono qui chiamati a rappresentare il percorso delle anime al termine della vita terrena e le vicissitudini che questa nostra esistenza comporta. Nel contesto del brano, la migrazione non va interpretata nell’ottica delle problematiche politiche. Migrante è ogni essere senziente chiamato a spostare la propria attenzione verso cieli nuovi e terre nuove, piani spirituali che sono dimore di molteplici stati di coscienza e che ogni essere raggiunge in base al proprio grado di evoluzione interiore”, aggiunse il musicista milanese.

Fino alla fine, Battiato è rimasto uno degli artisti più complessi, significativi e popolari dell’universo musicale italiano. E per questo amato da diverse generazioni di pubblico.