Che tempo che fa: l’intervista a Papa Francesco di Fabio Fazio

L'intervista a Papa Francesco in collegamento video da Casa Santa Marta con Fabio Fazio a Che tempo che fa. L'evento senza precedenti in onda su Rai 3.

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Papa Francesco intervistato da Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa
Papa Francesco intervistato da Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa

Si è appena concluso uno degli eventi storici senza precedenti, l’intervista di Fabio Fazio al Santo Padre.

Fazio: Ci colleghiamo con il Santo padre, Papa Francesco buona sera e grazie, grazie con tutto il cuore per essere con noi, come sempre del resto, perché una delle cose che mi colpiscono e che mi commuovono, di lei è che lei è con tutti, il suoi sguardo ogni giorno per l’intera umanità lei ha incontrato migliaia di persone, come riesce ad abbracciare tutti e come fa a sopportare un peso così grande Santo Padre?

Papa Francesco: Buona sera e grazie per questo incontro, mi piace tanto. La domanda è una domanda un po forzata, perché se lei va e vede tanta gente che sopporta cose brutte cose quotidiane. Tanta gente che sopporta cose brutte cose quotidiane. Tanta gente che nella propria debolezza. Perché se lei va vede tanta gente che sopporta cose brutte, cose quotidiane per esempio per essere attuale che nella propria debolezza sopportano difficoltà familiari, difficoltà economiche, padri di famiglie che vedono che con il loro salario non arriva a fine mese, e poi con la pandemia. Credo che non sarei onesto se dicessi che sopporto tanto, io sono uno che sopporta come la gente sopporta, e poi non sono solo, c’è tanta gente che mi aiuta la chiesa i vescovi gli impiegati accanto a me, uomini e donne bravi che mi aiutano, per questo ti dico la verità, non sono un campione di peso che sopporta, sopporto come la maggior parte della gente sopporta.

Fazio: lunedì scorso 19 migranti sono stati trovati morti per congelamento tra Grecia e Turchia; mi ha colpito in particolare una bambina tremante per il freddo, mi sono ricordato dei miei figli a quell’età. La bambina era scalza, non aveva neanche le calze, quando l’ho vista ho pensato, non dovrebbe esserci niente di più urgente che occuparci di quella bambina?

Il Santo Padre intervistato da Fabio Fazio

Papa Francesco: Questo è un segnale della cultura dell’indifferenza, c’è un problema di categorizzazione, qui ci sono categorie di primo posto e secondo posto. La categoria al primo posto in questo momento sono le guerre, la gente è al secondo posto. Pensa per esempio allo Yemen, da quanto tempo lo Yemen soffre per la guerra, e da quanto tempo che si parla dei bambini dello Yemen? Un esempio chiaro che non si vuole trovare una soluzione al problema, da anni eh! Non voglio esagerare più di sette sicuro, se non dieci. Ci sono le categorie che importano all’altro sono basse i bambini i migranti i poveri colori che non hanno da mangiare e questo non contano almeno non sono al primo posto. Perché ci sono persone che ci tengono e provano ad aiutarmi ma nell’immaginario universale ciò che conta è la guerra. Pensa che con un anno senza fabbricare armi si potrebbe dare da mangiare ed educazione a tutto il mondo gratuito. Ma questo è in secondo piano. Si pensa alle guerre e noi siamo abituati a questo. È duro ma è la verità, e le guerre producono quello che lei ha appena detto: bambini che muoiono di freddo. Non voglio fare il tragico, ma è la verità, vediamo come si mobilitano le economie, cosa è più importante oggi è la guerra, la guerra ideologica, guerra di potere, guerra commerciale, guerra per andare avanti, e tante fabbriche di armi.

Fazio: Lei tra l’altro ha invitato proprio a pregare per la crisi tra l’Ucraina è la Russia in questi giorni, ecco, ma prima ancora che da un punto di vista morale, da un punto di vista etico la guerra pare contro ogni logica, l’uomo per natura tende a sopravvivere a cercare la felicità, la guerra invece tende a eliminare a uccidere l’altro, a lei che impressione fa, proprio da un punto di vista non morale, ma razionale la parola guerra?

Papa Francesco: È un controsenso della creazione, e anche nella Bibbia. È curioso Dio crea l’uomo e la donna, dice a tutto il mondo: lavorate fate figli, possedete la terra, e subito dopo una guerra fra fratelli? Un cattivo contro l’innocente, per invidia. E poi una guerra culturale con la torre di babele, subito vengono le guerre, è come un anti-senso della creazione e per questo la guerra sempre è distruzione. Per esempio lavorare la terra e accudire i figli, portare avanti una famiglia, far crescere una società, questo è costruire. Fare la guerra è distruggere, è una meccanica di distruzione per avere più potere, i motivi sono tanti.

Fazio: Santo Padre, lei ha più volte definito il mediterraneo come un grande cimitero, ha incontrato i migranti: sono ancora nei miei occhi, negli occhi di tutti noi le immagini recenti a Lesbo dei suoi sorrisi e delle mani tese verso di lei che cercavano di salutarla. Lei ha detto: che vedere respinti i migranti, che magari hanno subito detenzione, torture, che ormai ci sono note, non si può far finta di niente, le conosciamo e tutto ciò, magari, in nome delle religioni. Innanzitutto le procura profondo dolore, ma ha anche detto che quando si respingono i poveri si respinge la pace?

Papa Francesco: Quello è vero, ma con i migranti quello che si fa è criminale, per attraversare il mare soffrono tanto, ci sono filmati sui Lagher in Libia dei trafficanti, quanto soffrono nelle mani dei trafficanti coloro che vogliono fuggire, questi filmati se li volete vedere sono nel ministero per lo sviluppo umano. Soffrono e poi rischiano per attraversare il Mediterraneo, e poi alcune volte sono respinti, perché qualcuno che ha la responsabilità locale dice: No, qui non vengono! E sperano che queste navi girino per trovare un’altro porto, o che se ne tornino e muoiano sul mare. Questo succede oggi!

Una cosa è vera, ogni paese deve dire quanti migranti può accogliere. È un problema di politica interna, che deve essere pensato bene, e dire io fino a questo numero posso riceverli. C’è l’Unione Europea, ci si può mettere d’accordo: io posso tanti, e io tanti. Così si fa l’equilibrio, ma in comunione. Adesso c’è un ingiustizia, vengono in Spagna e in Italia, i due paesi più vicini, mentre non li ricevono altrove. Il Migrante va sempre accolto, va accompagnato, va promosso e va integrato. Accolto perché c’è la difficoltà, poi accompagnarlo, promuoverlo un pò e integrarlo nella società. Quest’ultimo è molto importante, pensate alla tragedia del Salente? Questo l’ho detto tante volte i ragazzi che hanno fatto questo, quelli erano nati in Belgio, ma figli di migranti ghettizzati non integrati, e li le ideologie crescono tanto è importante fare il circolo. E poi un’altra cosa, ci sono paesi che vivono il calo demografico, penso alla Spagna all’Italia, e altri che hanno bisogno di gente, e un migrante integrato aiuta quel paese. Dobbiamo pensare intelligentemente la politica migratoria, una politica continentale è una responsabilità nostra. Il fatto che il mediterraneo sia oggi il cimitero più grande d’Europa ci deve fare pensare. Non so, credo che questo è realismo puro.

Fazio: Santo Padre mi permetto di fare un’osservazione banale, ma che a me ha sempre colpito, nessuno di noi sceglie da chi nascere e dove nascere. Eppure chi è fortunato, si comporta come se i privilegi che ha avuto, perché è stato fortunato a nascere in una certa parte del mondo fossero dei diritti.

Papa Francesco: Si deve pensare su questo, perché sono nati in un paese sviluppato, che ci ha dato la possibilità della scuola, dell’Università, del lavoro, e dobbiamo ringraziare. Ma è un pò un fatto psicologico, che ci porta a chiuderci, noi vediamo tutte queste cose, vediamo i bambini che muoiono, vediamo i migranti annegare, tutte queste cose ingiustizie nei paesi, anche nel nostro le vediamo, ma c’è sempre una tentazione molto brutta, quella di guardare da un’altra parte, non guardare. E con i media noi vediamo tutto, ma prendiamo distanza e guardiamo da un’altra parte. È una tragedia! Ci lamentiamo un pò, e poi facciamo come se niente fosse accaduto. Non basta vedere, è necessario sentire, è necessario toccare. E qui entra quella quella psicologia dell’indifferenza, io vedo ma non mi coinvolgo, non tocco e vado avanti. Quando Gesù ci parla di come dobbiamo comportarci con il prossimo, ci dice la parabola del buon samaritano: e ci parla prima di due persone brave, uno scriba, un uomo osservante della legge, poi passa e continua e vede un sacerdote, forse un buon sacerdote, passa e continua. Soltanto Gesù, vede e si ferma, tocca, e si prende carico. Ci manca il toccare le miserie, toccare. E il toccare ci porta all’eroicità. Penso ai medici, agli infermieri e infermiere che hanno dato la vita in questa pandemia, hanno toccato il male e hanno scelto di rimanere lì con gli ammalati. Questo è grande. Una volta ho letto un articolo molto bello: Il tatto è il senso più completo, quello che ci mette la realtà nel cuore. Quando qualcuno viene a consultarsi o confessarsi da me, chiedo: tu dai l’elemosina? Si, si! E quando tu dai l’elemosina tu tocchi la mano della persona. Non so, non ricordo. E tu guardi gli occhi o guardi da un’altra parte? …Toccare farsi carico dell’altro. Ma se noi guardiamo senza toccare, con le nostre mani, cosa è il dolore della gente, mai potremmo trovare una soluzione. E da li che viene la cultura della indifferenza. Io guardo da un’altra parte, non tocco, o guardo a distanza.

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  1. […] Tutta quest’atmosfera, unita all’interpretazione morbosa e intensa dei giovani attori protagonisti, qui confermati nel recasting per interpretare la loro versione 25-30enne (ma che chissà come e da chi verrano sostituiti quando diventeranno molto più adulti), ha tenuto incollato ben 4.857.000 spettatori – più della scorsa settimana – per uno share pari al 22.4%, e soprattutto battendo l’intramontabile Checco Zalone con ‘Cado dalle Nubi’ e la domenica di Fazio con ‘Che Tempo Che Fa‘. […]