Leonora addio, trailer ufficiale del film di Paolo Taviani al cinema dal 17 febbraio

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Leonora Addio di Paolo Taviani
Leonora Addio di Paolo Taviani

Leonora addio, è il film che segna il ritorno dietro la macchina da presa di Paolo Taviani, dopo la morte del fratello Vittorio. Scritto da Paolo Taviani, è un film coraggioso e denso di chiaroscuri, interpretato da Fabrizio Ferracane, Matteo Pittiruti, Dania Marino, Dora Becker, Claudio Bigagli.

Il film racconta la rocambolesca avventura delle ceneri di Pirandello e il movimentato viaggio dell’urna da Roma ad Agrigento, fino alla tribolata sepoltura avvenuta dopo quindici anni dalla morte. Leonora Addio, distribuito da 01 Distribution, esce nelle sale al cinema Giovedì 17 febbraio.

Unico film italiano In Concorso alla 72esima edizione del Festival di Berlino: “È proprio una bella notizia – ha detto Taviani di questa edizione della Berlinale – che il Festival di Berlino si farà in presenza. Sì, è una bella sfida ai virus che ci perseguitano. È il cinema che combatte e Berlino è un Festival che non si scoraggia e cerca sempre il nuovo del cinema nel mondo. Buona fortuna allora al direttore Carlo Chatrian e ai suoi collaboratori. E a tutti noi!”.

Leonora addio di Paolo Taviani in uscita al cinema dal 17 febbraio

Leonora Addio di Paolo Taviani poster
Leonora Addio di Paolo Taviani poster

Il racconto del tormentato viaggio dell’urna da Roma ad Agrigento, fino alla tribolata sepoltura avvenuta dopo quindici anni dalla morte. E a chiudere il film, l’ultimo racconto di Pirandello scritto venti giorni prima di morire: “Il chiodo” dove il giovane Bastianeddu, strappato in Sicilia dalle braccia della madre e costretto a seguire il padre al di là dell’oceano, non riesce a sanare la ferita che lo spinge a un gesto insensato.

Trailer ufficiale di Leonora addio di Paolo Taviani

Luigi Pirandello muore a Roma il 10 dicembre 1936 e nel suo testamento lascia precise disposizioni: “Sia lasciata passare in silenzio la mia morte. Agli amici, ai nemici preghiera non che di parlarne sui giornali, ma di non farne pur cenno. Né annunzi né partecipazioni. Morto, non mi si vesta. Mi s’avvolga, nudo, in un lenzuolo. E niente fiori sul letto e nessun cero acceso. Carro d’infima classe, quello dei poveri. Nudo.

E nessuno m’accompagni, né parenti, né amici. Il carro, il cavallo, il cocchiere e basta. Bruciatemi. E il mio corpo appena arso, sia lasciato disperdere; perché niente, neppure la cenere, vorrei avanzasse di me. Ma se questo non si può fare sia l’urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra nella campagna di Girgenti, dove nacqui.” Ma le cose non andarono proprio così….

A chiudere il film, l’ultimo racconto di Pirandello scritto venti giorni prima di morire, Il chiodo, dove il giovane Bastianeddu, strappato in Sicilia dalle braccia della madre e costretto a seguire il padre al di là dell’oceano, non riesce a sanare la ferita che lo spinge a un gesto insensato.