Sanremo 70, Tiziano Ferro rivela: “Ecco cosa farò al Festival”

La 70esima edizione del Festival avrà come co-conduttore speciale il cantante, che sui social spiega quali canzoni porta in scena

Tiziano Ferro è il nome a sorpresa del primo Festival di Sanremo targato Amadeus. Il cantante sarà sul palco del Teatro Artiston per tutte e cinque le serate della 70esima edizione della kermesse, ai nastri di partenza il 4 febbraio 2020 in prima serata su Rai 1. Il mistero su cosa combinerà è però finito. Sui social, Ferro ha postato una sorta di auto-intervista allo specchio nella quale ha rivelato quali sono i suoi piani.

Tiziano Ferro, marito primo a sapere di Sanremo

“Quando Amadeus mi ha chiamato – racconta Tiziano sul suo profilo Instagram – ho pensato subito che ha fatto la cosa giusta perché non vedevo l’ora”.

Oltre al marito Victor, l’ha subito detto ai suoi genitori. Papà Sergio e mamma Juliana sono stati “scioccati e contenti”.

“Ma tu – si domanda – l’avresti detto che avresti fatto tutte e cinque le serate di Sanremo? Devo essere sincero: neanche sotto tortura”. E quindi che cosa farà a Sanremo? “Sicuramente cantare – ammette –, per ora”.

Il cantante confessa di avere due idee. “Sicuramente – dice nel video – alcuni dei miei successi e, poi, vorrei cantare alcune canzoni che hanno fatto i miei Sanremo, canzoni che sono entrate nella mia vita direttamente dalle porte del Teatro Ariston”.

I tre nomi dei suoi tributi sono da far tremare le vene e i polsi.

Un primo piano di Tiziano Ferro
Tiziano Ferro (foto: Facebook @tizianoferro)

Tiziano Ferro, Sanremo 2020 tra successi e omaggi

La prima sarà Mia Martini, un nome che non può mancare. “Niente come lei – rivela Ferro – che guardava la galleria mentre ci gridava addosso Almeno tu nell’universo”.

Poi toccherà ad un autentico mito: Domenico Modugno. A “Mister Volare” quest’edizione del Festival potrebbe intitolare l’Ariston per la settimana sanremese, come ha chiesto il patron del Mei, Giordano Sangiorgi.

“Ho visto il suo nome inciso su una stella di marmo sul pavimento a Los Angeles – racconta Tiziano – e mi sono sentito orgoglioso”.

Infine sarà la volta di Massimo Ranieri, fresco di omaggio da Aldo, Giovanni e Giacomo nel loro ultimo film, Odio l’estate. “Quando nel 1988 cantò Perdere l’amore – conclude Ferro – capii che sarei voluto essere come lui”.

Insomma, come recita il titolo del suo ultimo album, Tiziano Ferro è uno che i miracoli li accetta eccome.