Il riscatto di Giovanna Mezzogiorno: il corto che racconta cosa le è successo quando ha preso peso

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Il riscatto di Giovanna Mezzogiorno: il corto che racconta cosa le è successo quando ha preso peso

C’è una denuncia che risuona nell’aria, ma non manca di ironia: è il riscatto di Giovanna Mezzogiorno, un racconto di bullismo digitale, dittatura estetica e b0dy shaming che prende vita nel suo cortometraggio di esordio come regista, “Unfitting” (Inadeguata), applauditissimo alla Festa di Roma. La celebre attrice di Napoli Velata di Ozpetek si è lanciata in questa nuova avventura per narrare la sua esperienza di emarginazione, quando – 12 anni fa e venti chili di più (frutto della gravidanza dei suoi gemelli Leone e Zeno), l’hanno “allontanata dal mondo del cinema”. Nonostante il suo innegabile talento, infatti, l’attrice ritiene di esser stata giudicata “inadeguata” secondo i rigidi canoni estetici dell’industria.

Il cortometraggio, ideato da Silvia Grilli, direttrice del settimanale Grazia, è stato prodotto da Manuela Cacciamani in collaborazione con Grazia e Bulgari, e ha come protagonista Carolina Crescentini, nel ruolo di un’attrice emarginata per via del suo peso in eccesso. Il riscatto di Giovanna Mezzogiorno passa insomma per un racconto di dolore: “Non ho cercato vendetta – racconta a Il Messaggero – Volevo solo condividere la mia storia, simile a quella di tante altre donne penalizzate per non conformarsi a un ideale di perfezione fisica. Per una ragazza, questa pressione può essere devastante.” Oggi appare carica di energia, nella forma e nello spirito, e quei famosi 20 kg li ha mandati via: “Purtroppo, ho subito l’influenza del mio ambiente, della società. Mi stavo perdendo. Così ho intrapreso un percorso di dimagrimento drastico che ha avuto gravi ripercussioni sulla mia salute. È stata una debolezza di cui mi pento. Alla fine sono riusciti a farmi perdere venti chili, ma a che prezzo…

Il riscatto di Giovanna Mezzogiorno: il corto che racconta cosa le è successo quando ha preso peso

La difficoltà più grande vissuta dal celebre volto de L’Ultimo Bacio è stata la solitudine, o meglio, l’isolamento lavorativo: nessuno che le stesse vicino in quel periodo ” tranne i medici che mi hanno seguito. Nemmeno quell’attore che consideravo un fratello – racconta, evitando di far nomi – È sparito nel nulla quando il cinema ha cominciato a tagliarmi fuori e a tessere leggende infondate su di me: è malata, non tornerà mai in forma… Persino una cisti sull’occhio, mostrata in un programma tv, è stata usata per alimentare le cattiverie su di me.

Secondo lei le donne spesso sono “le prime prigioniere di questa dittatura estetica, che impone la perfezione anche a ottant’anni.” ‘Unfitted’ è un insegnamento anche per i più piccoli, come ad esempio i suoi figli, a cui ha mostrato il cortometraggio: “Devono capire che non devono mai giudicare una ragazza in base all’aspetto fisico. Ora sono preoccupati che io mi nutra. E se mangio, lo faccio anche per loro.”