Tre curiosità sulla Dea Fortuna di Ozpetek

Esce al cinema ufficialmente il 19 dicembre la Dea Fortuna di Ozpetek, il nuovo attesissimo titolo del celebre regista, sceneggiatore e scrittore turco. Nel cast alcuni volti noti del suo cinema (Stefano Accorsi, Filippo Nigro e Serra Ylmaz) ma anche altre star del firmamento nostrano come Edoardo Leo, Jasmine Trinca e, infine, alcune chicche inaspettate come due giovanissimi promesse (Sara Ciocca e Edoardo Brandi) e un “prestito” dal piccolo schermo: una sensazionale Barbara Alberti!

Tre curiosità su La Dea Fortuna di Ozpetek che probabilmente ancora non sapete

La storia narra di Arturo (Accorsi) e Alessandro (Leo), in coppia da più di quindici anni e, nonostante un grande amore, pervasi da una profonda stanchezza della dimensione coniugale. La crisi che stanno attraversando viene letteralmente stravolta, intensificata e capovolta dall’arrivo di Annamaria (Trinca), storica amica di Alessandro, che chiede ai due il favore di tenere i bambini per qualche giorno. Intorno a loro l’universo ozpetekiano (che torna alla dimensione corale e squisitamente umana delle Fate Ignoranti e di Saturno Contro) si muove tra cene di amici, terrazzi comunicanti, negozi di fiducia e scampagnate spensierate.

Prima di svelarvi tre curiosità su La Dea Fortuna di Ozpetek vogliamo preparavi al carico emotivo di questo film: le vicende di Arturo e Alessandro (ma anche di tutte le altre persone e coppie che vedrete) sono profondamente umane, esistenziali e toccanti. Senza nessuna pretesa retorica o morale, il regista – insieme agli autori Gianni Romoli e Silvia Ranfagni – indaga con dolcezza sulle ferite aperte dell’essere umano, non romanza sugli aspetti più reali e cinici ma parla d’amore in tutti i modi possibili.

Dea Fortuna di ozpetek

Senza farvi nessun’altra anticipazione, vogliamo raccontarvi alcuni retroscena divertenti e inaspettati: il primo riguarda proprio la premessa, la trama. A detta di Ferzan, l’idea è arrivata proprio da una cara amica del regista, che un giorno gli ha fatto una telefonata molto agitata e gli ha chiesto di potergli lasciare i suoi bambini nel caso le fosse successo qualcosa… Accortosi dell’importanza di quel momento, di quella richiesta e delle possibili conseguenze, ha tratto spunto per iniziare la storia della Dea Fortuna!

La seconda curiosità riguarda invece l’importanza di Mina anche nella fase di ‘genesi’ dell’opera: “Ammetto che Mina per me è una persona che negli ultimi anni è diventata sempre più importante nella mia vita – ha dichiarato Ozpetek – E non nego che spesso, quando devo prendere decisioni importanti, mi chiedo cosa ne direbbe lei“. Durante la stesura della sceneggiatura la cantante è stata più volte coinvolta, c’è persino un personaggio che porta il suo nome (interpretata dalla sensazionale Cristina Bugatty) e probabilmente avete sentito già una delle sue canzoni che anima la colonna sonora del film:

Ma il ruolo di Mina non finisce qui: pare infatti che ci sia lei dietro il reclutamento della giornalista e presentatrice Barbara Alberti. “Non sapevo cosa aspettarmi, è stata lei a suggerirmi di chiamarla ed eccola lì, al provino” – racconta divertito Ozpetek. E, sorpresa, è proprio la Alberti una delle chicche del film: la vedrete solo verso la fine del film ma, ve lo promettiamo, non la dimenticherete! “Riguardandomi mi sono fatta paura” ha ammesso lei stessa dopo aver visto per la prima volta il film. Quando le abbiamo chiesto come mai Mina aveva pensato proprio a lei, erano forse amiche? “Non ci siamo mai viste! Mi sto chiedendo ancora adesso come mai ha fatto il mio nome per questo ruolo!”. Ad ogni modo: scelta perfetta.

Perché andare a vedere il nuovo film del regista turco

In ultimo, ci sentiamo di parlare del messaggio/non messaggio de La Dea Fortuna: nessun intento ‘politico’ dietro le storie di Ozpetek, e, finalmente, per il cinema italiano, nessuna particolare etichetta. Il film infatti parla sì, di una coppia omosessuale, ma dopo i primi minuti lo spettatore capisce benissimo che la storia poteva essere di una coppia gay, etero, adulta, giovane, fa lo stesso. E per una volta il discorso non è assolutamente incentrato sul ‘genere’, ma sulla sostanza, sulle dinamiche sentimentali, sull’umanità.

Insomma, vi abbiamo convinto? Speriamo di sì. Fateci sapere la vostra opinione!

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