Lucio Dalla, la rivelazione di Pupi Avati: “Non era gay, lo è diventato dopo una cura ormonale sbagliata”

Fanno discutere le parole del regista in un'intervista in occasione degli 11 anni dalla scomparsa del cantautore

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Il 1° marzo 2012 moriva Lucio Dalla, uno dei più grandi cantautori nella storia della musica italiana. Tanti colleghi e personaggi di spicco del mondo della cultura e dello spettacolo ricordano il cantante bolognese, le sue canzoni sono diventate un musical, ma tra tutte le testimonianze d’affetto e vicinanza sta facendo discutere quella di Pupi Avati. Il regista, amico storico del cantautore che il 4 marzo avrebbe compiuto 80 anni, ha rilasciato una controversa intervista alla Stampa.

Lucio Dalla: Pupi Avanti e il controverso ricordo

Al centro del ricordi di Avati ci sono l’aspetto fisico di Dalla ma soprattutto il suo orientamento sessuale. “Lucio non cresceva – ricorda il regista parlando della sua infanzia – e la mamma gli fece fare una cura a base di ormoni che in qualche modo lo ha compromesso. Non solo non è cresciuto, ma a un certo punto Lucio è diventato ospito, peloso. Non so se questo mutamento abbia avuto riflessi in ambito sessuale”.

All’inizio della carriera, nei primi anni Sessanta, Avati tentò la strada della musica come clarinettista, ma lasciò la Doctor Dixie Jazz Band proprio in seguito all’ingresso nell’ensemble di un talento del calibro di Dalla. A tal proposito, racconta un curioso aneddoto. “A Lucio, nel periodo in cui suonavamo insieme, piacevano moltissimo le ragazze – rivela Avati –, era un assatanato delle donne, era innamorato pazzo della sorella dell’impresario Cremonini, l’attrazione per il mondo femminile era in lui presente e inequivocabile. Poi a un certo punto della sua vita, qualcosa cambiò”.

Lucio Dalla e Pupi Avanti

Pupi Avanti: Lucio Dalla “chiuse rapporti con il suo prima”

Avati spiega che quando ha girato Regalo di Natale, uno dei suoi più grandi successi, ha inserito quello che pensa sia accaduto all’amico Lucio. Il personaggio di Stefano, interpretato da George Eastman, è un uomo che nonostante abbia una relazione con una donna, è palesemente gay.

“È una storia che ho in qualche modo trasferito nel mio film Regalo di Natale, ho raccontato il cambiamento di sessualità di uno degli amici – confessa Avati –. Allora era diverso, non è come oggi, certe cose si vivevano con impaccio e imbarazzo. Lucio chiuse tutti i rapporti con le persone del prima, credo anche un po’ per quella ragione. È un problema che tutti noi amici abbiamo vissuto, io di sicuro. Con Lucio, in tutta la mia vita, ho parlato di qualunque cosa, tranne che di questo aspetto. Mai”.

Dopo queste dichiarazioni, Avati è stato massacrato sui social e sui giornali. Sono tantissimi i commenti d’odio (c’è chi addirittura consiglia al regista “una clinica privata e il notaio per il testamento”) e gli editoriali sdegnati come quello di Ernesto Assante su Repubblica.