Lunetta Savino: “Non bisogna spaventarsi, è bello vedere i segni del tempo”

L'attrice, al Piccolo Eliseo con lo spettacolo "Non farmi perdere tempo", dice la sua su invecchiamento e chirurgia estetica

“Mi piaccio più adesso di prima. Ora ho un’immagine e un gusto che mi convince di più. Ho imparato a sentirmi bene nei miei panni”. Parola di Lunetta Savino, l’attrice entrata nei cuori degli spettatori con la tata Cettina di Un medico in famiglia. Classe 1957, Savino è in scena fino all’8 dicembre al Piccolo Eliseo di Roma con Non farmi perdere tempo. Un spettacolo che, attraverso la storia di una donna vittima di una sindrome che causa l’invecchiamento precoce, racconta proprio lo scorrere inesorabile delle lancette.

Lunetta Savino, teatro e tempo che passa

“Il tempo – racconta l’attrice all’Huffington Post – deve fare il suo corso, ed è bello vedere i segni di questo cambiamento. Non bisogna spaventarsi, credo. Il passaggio lo vedo in meglio, forse perché in gioventù ho avuto degli anni molto difficili, e non tornerei mai indietro. Un po’ ti dà fastidio l’idea di finire, ma invecchiare e vedere il passare del tempo no, questo non mi spaventa”.

Savino si dice favorevole alla chirurgia estetica, purché sia usata “con intelligenza e con attenzione”. “Mi colpisce sempre – rivela – vedere come alcune si deformano con bocche e zigomi gonfi, occhi sbarrati… Sono pazze! C’è un che di folle nel rovinarsi così”.

Un primo piano di Lunetta Savino
Lunetta Savino (foto: Instagram @lunettasavinooff)

Lunetta Savino, Rosa e altri personaggi femminili forti

Passata al cinema nel film Rosa di Katja Colja (uscito il 19 settembre scorso), Lunetta Savino continua a portare sullo schermo e in scena personaggi femminili forti, liberi e tenaci, dalla mamma di Peppino nel TV movie Felicia Impastato al recente programma di Rai 3, Todo cambia.

“Continua a governare un’idea del mondo ancora molto maschilista – sostiene l’attrice –. Un’idea per cui le donne devono ancora lavorare molto, faticare molto per fare emergere e far vincere la loro centralità”.

“La femminilizzazione del mondo – conclude Lunetta – sarebbe accettare una visione diversa delle cose, e la capacità che esiste nel mondo una visione delle cose differente da quella maschile. Non migliore o peggiore, ma diversa”.

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