La lezione di Giancarlo Giannini: “Mi piace prepararmi da mangiare e non butto mai gli avanzi”

Prossimo agli 80 anni, l'attore si racconta al "Corriere della Sera": "Considero il pesto un nettare divino"

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Un primo piano di Giancarlo Giannini
Giancarlo Giannini

Classe e talento, umiltà e soprattutto un amore sconfinato per il buon cibo. È il profilo di Giancarlo Giannini che emerge dall’intervista che il Corriere della Sera gli dedica in vista dei suoi 80 anni, il prossimo 1° agosto. L’attore svela che una delle sue poche richieste, quando lavora, è avere a disposizione i fornelli per dedicarsi alla sua passione: la cucina.

Giancarlo Giannini, intervista cult: “Noi umanisti umili”

“Una delle poche richieste – racconta Giannini – è di avere una stanza d’albergo con il cucinino, mi piace prepararmi da mangiare a fine giornata sul set. Da mia nonna Luisa ho preso l’abitudine di non buttare mai gli avanzi. Una volta in America volevano intervistarmi per un film, invece ho parlato per un’ora della mia pasta al pesto, da allora mi chiamano The King of Pesto. Lo considero un nettare divino”.

Niente lussi, colf né cuochi personali per l’attore, cresciuto tra il borgo di Pitelli, a La Spezia, e la Napoli degli anni Cinquanta, dove si diploma come perito elettronico. “Vengo da studi scientifici, tra noi non umanisti ci riconosciamo, siamo umili – ammette Giannini –. Ancora oggi mi sento un perito elettronico mancato. Sono un uomo libero che non ha mai avuto santi in Paradiso, che continua a lavorare giocando, che ama la discrezione e la solitudine”.

La vita gli ha dato successo ma anche dolori. Lui che ha perso un figlio per aneurisma quando aveva appena 19 anni, non ha problemi a parlare apertamente del suo rapporto con la morte. Lo fa con ironia e profonda fede. “Li ho visti morire tutti – confessa Giannini –. A volte, quando vengo fermato per strada e magari qualcuno riconosce il volto ma non gli viene il mio nome, e mi scambia per Gassman, Mastroianni, Tognazzi, Manfredi, faccio l’autografo al posto loro”.

Un primo piano di Giancarlo Giannini
Giancarlo Giannini (foto: RaiPlay)

Giancarlo Giannini: Mariangela Melato “intelligentissima”

Con Hollywood il legame è stato di “amore e distacco”. Oggi è ancora amico di Jack Nicholson e Dustin Hoffman, ma i suoi “momenti più importanti” Giannini li ha vissuti in Italia. Con Visconti, Fellini e Zeffirelli, con Mariangela Melato per “la sua grazia, intelligenza, intensità” e con Lina Wertmüller. “Mi ha regalato ironia, libertà, leggerezza – dice della regista –, la felicità di fare questo mestiere anche se non ho mai avuto il sacro fuoco dell’attore”.

Ma soprattutto Giannini era legato a Vittorio Gassman per la sua “umanità straordinaria”. “Fragile, dolcissimo, mi aveva preso come confidente, mi parlava della sua depressione, è come se avessi la luce spenta, diceva – rivela l’attore –. Aveva paura della solitudine. Lo assecondavo quando si rattristava. Aveva una memoria straordinaria, una volta gli confessai che non sapevo la parte e mi rispose: basto io per tutti e due. E mi sul set mi suggerì le battute come un ventriloquo”.

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