La commovente lettera di Renato Pozzetto a Enzo Jannacci

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Vi è capitato di leggere le bellissime parole dedicate da Renato Pozzetto a Enzo Jannacci pubblicate sul Corriere? La bella lettera è stata pubblicata il giorno dello spettacolo ‘Ci vuole orecchio’ di ELIO (di Elio e Le Storie Tese), che ha cantato e recitato il celebre ‘poetaccio’ lo scorso 23 marzo 2023 all’Auditorium Paganini di Parma.

Il testo della commovente lettera di Renato Pozzetto ad Enzo Jannacci

“Ciao Enzo, come va?” Inizia così la lettera di Renato Pozzetto ad Enzo Jannacci. Un tono amichevole che presto diventa affettuoso, con una vena di malinconia: “Sicuramente dove sei tu va tutto bene. Qui sulla Terra solito casino… Quelli del Corriere mi chiedono di parlare della nostra amicizia, io però sono un po’ in crisi con la memoria, sai? Dovresti aiutarmi un po’. Quaggiù s’invecchia e la salute è un problema. Tra poco ci rincontreremo, e io sarò felice di stare con te. E tutto sarà come una volta, anzi meglio. Lì c’è tutto e si può fare tutto e bene, proprio come facevi tu…

Le parole del celebre attore diventano sempre più accorate e nostalgiche: “Caro Enzo, tra poco sarò con te lassù. Fatti trovare con il pianoforte e la chitarra. Mi manchi tanto. Mi manca sentirti cantare, quando mi facevi ascoltare le tue novità. O quando ci confidavamo speranze, desideri e quelle cose che pensano tutti ma che non si possono dire. Ti ricordi quando mi portasti a fare un giro all’Idroscalo, sulla tua barca a vela? Era febbraio, faceva un freddo della madonna, e noi eravamo vestiti come Roald Amundsen, l’esploratore, ma almeno lui aveva una tenda rossa.

“Quando arriverò dove sei tu”: il tono malinconico di un amico nostalgico

Quando io arriverò dove sei tu, se Lui me lo permetterà (io ci spero perché non è che abbia fatto tante cazzate), fatti trovare con il pianoforte e la chitarra. So che lì ci sono strumenti della Madonna. E io vorrei cantare, sai? Qui, con tutto quello che succede, mi mancano voglia e occasioni. Già so che faresti un’altra bella canzone, di quelle che fanno piangere come una fontana, anche perché quaggiù, adesso, manca pure l’acqua e un po’ di umidità farebbe bene.In questi giorni andrò a teatro, Elio (degli Elio e le Storie Tese) parlerà di te e canterà le tue canzoni, lui è bravo e lo spettacolo sarà bello. Al teatro Lirico, dedicato al tuo amico Gaber, si sono dimenticati di te! Non prendertela, sono cose che succedono in questi tempi. Ora penso di averti rotto le balle e allora ti saluto.”