Paolo Palumbo, la raccolta fondi per il ragazzo malato di Sla è una truffa

I 142mila euro raccolti per pagare le costose cure sperimentali al cantante che ha commosso Sanremo sarebbero il frutto di una colossale frode via internet

“È nella mente che stagnano le disabilità più gravi”: con queste parole Paolo Palumbo ha commosso il pubblico di Sanremo 2020. Il rapper con la Sla, accompagnato all’Ariston da Kumalibre e dal cantautore Andrea Cutri, è arrivato dritto al cuore degli spettatori cantando il suo brano Io sono Paolo attraverso il comunicatore verbale. Al termine dell’esibizione, il 22enne artista sardo ha raccontato la sua storia. La scoperta della sclerosi laterale amiotrofica a 17 anni, il sogno infranto di diventare chef, la passione per la musica, l’impegno per i diritti dei disabili.

Paolo Palumbo: storia commuove Sanremo 2020

Una svolta è sembrata arrivare nel maggio del 2019, quando Paolo è stato ammesso a un nuovo protocollo di cure sperimentali in Israele, chiamato Brainstorm Cell Therapeutics. Pagare questo trattamento, tuttavia, è molto costoso: ci vuole quasi un milione di euro.

La famiglia Palumbo a quel punto lancia una campagna di fundraising sul web attraverso la piattaforma GoFundMe. Parecchie persone colpite dalla sua storia, più di 4mila, si mobilitano: la raccolta raggiunge la cifra di 142mila euro. Ma qui la faccenda si fa oscura.

Oggi si scopre infatti che le comunicazioni di conferma per l’avvio del trattamento Brainstorm ricevute dal medico e neurologo di Cagliari che segue Paolo, il dottor Vincenzo Mascia, sono un falso. Il semaforo verde alle cure non è vero: nessuno ha mai scritto dall’Hadassah Medical Center di Gerusalemme. Il neurologo israeliano Dimitrios Karussis, la firma delle mail ricevute dal dottor Mascia, ha smentito di essere mai entrato in contatto con Paolo o con il suo medico curante.

“L’intera storia – rivela Karussis – è completamente falsa, con citazioni immaginarie e la posta che appare come mia proviene da un indirizzo falso che non ha assolutamente alcun rapporto con me”.

Subito il fratello di Paolo, Rosario, il ragazzo che ha lasciato tutto per prendersi cura di lui e lo ha accompagnato a Sanremo, sporge denuncia contro ignoti per cercare di capire cosa succede. La Polizia Postale avvia le indagini perché ci sono tutti gli estremi per parlare di truffa via internet.

“Al momento – dice Paolo in un comunicato – mi sento come se il mondo mi crollasse addosso. Mi piacerebbe essere un ragazzo come gli altri miei coetanei, ma invece vivo una condizione durissima che mi sta portando via tutto. Sono sempre stato un combattente ma questa volta è davvero dura”.

Paolo Palumbo e il fratello Rosario a Sanremo 2020
Paolo Palumbo con il fratello Rosario a Sanremo (foto: Twitter @SanremoRai)

Paolo Palumbo: padre al centro dei sospetti

Alcune mail del contatto iniziale con la struttura ospedaliera israeliana, scoprono gli inquirenti, arrivano dal Lussemburgo. Potrebbe trattarsi di abili truffatori internazionali, che hanno sfruttato la storia di Paolo per frodare più gente possibile. La svolta arriva quando la polizia riesce a tracciare una e-mail inviata da un telefono cellulare: la cella è ad Oristano, la città dei Palumbo.

Le indagini sono completate e a quanto pare virano sulle persone più vicine al ragazzo: purtroppo i sospetti, si apprende, si concentrano sul padre Marco. Proprio lui aveva dato notizia dell’ammissione del figlio al protocollo Brainstorm, dando via alla raccolta fondi.

Gli indagati per truffa sarebbero almeno quattro. Paolo, intanto, continua a tenere la sua vita sotto controllo perché, come scrive sui social, “la salute viene prima di tutto”.