È morto Jean-Paul Belmondo, il dolore di Alain Delon: “Sono devastato”

"Ce ne saremmo dovuti andare insieme", dice il divo amico e rivale del "brutto più affascinante del cinema francese"

1
270
Jean-Paul Belmondo e Alain Delon
Jean-Paul Belmondo e Alain Delon

Jean-Paul Belmondo è morto a 88 anni a Parigi: con lui se ne va un pezzo significativo di storia del cinema, un’icona della Nouvelle vague e del polar francese. A dare la notizia della sua scomparsa è stato il suo legale, Michel Godest, una delle persone più vicine a Bébel. “Era molto affaticato da qualche tempo. Si è spento serenamente”, ha spiegato l’avvocato a France Presse. La morte di Belmondo ha scioccato il mondo dello spettacolo, in particolare l’eterno amico e rivale di Jean-Paul: Alain Delon.

Jean Paul Belmondo, morto icona della Nouvelle vague

Sono completamente devastato. Adesso cercherò di reagire per non stare nelle stesse condizioni tra cinque ore… Non sarebbe male se ce ne andassimo tutti e due, insieme. È una parte della mia vita, cominciammo insieme, sessant’anni fa”, ha detto Delon ai microfoni del canale CNews.

Belmondo e Delon si conoscono sul set del film Faibles femmes (Le donne sono deboli del 1959, diretto da Michel Boisrond) e sin da allora si alimenta la leggenda della rivalità tra i due divi. Bébel è di due anni più giovane e quando Alain comincia a conquistare il pubblico con Delitto in pieno sole di René Clement, lui instaura la storica collaborazione con Jean-Luc Godard che lo porta da Fino all’ultimo respiro (1960) a Pierrot le fou (1965).

Alain Delon e Jean-Paul Belmondo insieme in una scena del film Borsalino
Alain Delon e Jean-Paul Belmondo insieme in Borsalino (foto: CG Entertainment)

Jean Paul Belmondo e Alain Delon, amici e “rivali” da una vita

Quelli di Jean-Paul Belmondo e Alain Delon sono percorsi umani e artistici che scorrono paralleli. Si incrociano nel 1970, quando Jacques Deray riunisce per la prima volta gli attori nel film di culto Borsalino, gangster movie dal romanzo di Eugène Saccomano che si rivela un successo planetario.

Nella Marsiglia degli anni Trenta, i delinquenti Rock Siffredi e François Cappella aspirano a diventare i capi della mafia del porto, mettendosi contro tutti. Sono amici inseparabili, pur se divisi dall’amore per la stessa donna, la Lola di Catherine Rouvel. La lite finita in tribunale su quale nome deve andare prima sulla locandina alimenta ulteriormente il mito.

Gli eterni rivali e migliori nemici continuano a ritrovarsi nel corso degli anni, fino alle celebrazioni del Festival di Cannes. Delon riceve la Palma d’oro alla carriera nel 2019, in lacrime. A Belmondo è già stata assegnata, nel 2011. “Sono molto commosso per questa Palma d’oro che mi ha toccato il cuore”, dice Bébel ritirando il premio. Sono tutti commossi: i fotografi internazionali mollano le loro macchine per applaudirlo. La scena si ripete nel 2017 ai César: stavolta scatta la standing ovation.

1 COMMENT