I film al cinema dal 29 febbraio: da Dune – Parte due a Caracas

Nove le novità che si affacciano sugli schermi, tra cui due imperdibili: "Estranei" e "La sala professori"

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Estranei, Dune - Parte due e Caracas, tre dei nove film al cinema dal 29 febbraio
Estranei, Dune - Parte due e Caracas, tre dei nove film al cinema dal 29 febbraio

Sono nove i nuovi film al cinema dal 29 febbraio, una settimana contrassegnata dal cinema di qualità che incassa. Oltre al biopic Bob Marley – One Love, infatti, vanno forte Past Lives (superata la soglia dei 2 milioni di euro) e soprattutto La zona d’interesse: uscito il 22 febbraio, il capolavoro di Jonathan Glazer (candidato a cinque Oscar) ha fatto quasi 1 milione nel primo weekend nelle sale.

I film al cinema dal 29 febbraio

La settimana si è aperta con l’uscita speciale di Adesso vinco io, documentario di Simone Herbert Paragnani e Paolo Geremei in cui Marcello Lippi, leggendario allenatore dell’Italia campione del mondo nel 2006, si racconta tra ricordi e aneddoti. Distribuito da Lucky Red in 200 sale dopo il passaggio in anteprima al Torino Film Festival, è stato candidato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani ai Nastri d’Argento 2024. Per il resto, ecco la regolare programmazione dei film al cinema dal 29 febbraio.

Dune – Parte due

La Casa Atreides, la famiglia che governa il pianeta ricco della preziosa spezia Arrakis, è data per finita. Il duca Leto, il patriarca, è morto. Tutti, compreso il potente barone Vladimir Harkonnen (Stellan Skarsgård), pensano che anche il suo erede Paul Atreides (Timothée Chalamet) e la madre Lady Jessica (Rebecca Ferguson) siano stati uccisi. Ma Paul e Jessica sono sopravvissuti, accolti dalla tribù dei Fremen e consapevoli di una clamorosa scoperta: la guerriera Chani (Zendaya), la donna che Paul sogna nelle sue visioni apocalittiche, esiste davvero. A tre anni dal primo capitolo, vincitore di sei premi Oscar, Denis Villeneuve chiude la saga ispirata al ciclo di Frank Herbert con il miglior kolossal fantascientifico oggi possibile a Hollywood. Nel cast anche Josh Brolin, Christopher Walken, Florence Pugh, Austin Butler, Dave Bautista, Stephen McKinley Henderson, Charlotte Rampling, Javier Bardem e Léa Seydoux.




Estranei

Adam (Andrew Scott) scrive sceneggiature per la televisione, vive in un appartamento all’interno di un asettico grattacielo londinese e ogni giorno prende la metro per tornare a Croydon, il quartiere della sua infanzia dove a dodici anni ha perso il padre (Jamie Bell) e la madre (Claire Foy), investiti da un’auto. Nel corso delle sue visite, incontra i genitori e li aggiorna sulla sua vita facendo coming out: Adam, infatti, è gay e da giorni frequenta Harry (Paul Mescal), un giovane vicino malinconico e irrequieto. Dal romanzo di Taichi Yamada del 1987 pubblicato in Italia da Nord, Andrew Haigh (il regista inglese di Weekend e 45 anni) ricava un adattamento poetico e davvero commovente. Colonna sonora cult con classici degli anni Ottanta da Frankie Goes to Hollywood a Pet Shop Boys. Da vedere.




Caracas

Giordano Fonte (Toni Servillo) è uno scrittore napoletano tornato dopo molti anni nella sua città, che ormai stenta a riconoscere. Nelle sue peregrinazioni incontra il ras della stazione Caracas (Marco D’Amore), un fascista nato in Venezuela che aiuta i deboli, si sta convertendo all’Islam e ogni notte rivive la sua storia d’amore impossibile con Yasmina. Chiuso il capitolo Gomorra, D’Amore adatta il romanzo Napoli ferrovia di Ermanno Rea e conduce gli spettatori dentro una Napoli magica e misteriosa con un dramma affascinante tra fede e degrado.




La sala professori

Carla Nowak (Leonie Benesch) è una giovane insegnante polacca che insegna matematica ed educazione fisica in una prestigiosa scuola tedesca. Quando iniziano a verificarsi dei furti e uno dei suoi alunni viene sospettato, la professoressa decide di andare personalmente a fondo della questione. Un suo gesto controverso scatena una sconvolgente reazione a catena. Diretto dal turco-tedesco Ilker Çatak, entrato nella cinquina degli Oscar 2024 al miglior film internazionale, un tagliente e profondo dramma psicologico che usa la scuola per raccontare un’intera società e soprattutto i suoi fallimenti. Imperdibile.




My Sweet Monster

Barbara è una principessa testarda e caparbia che fugge dal palazzo del padre per mettersi alla ricerca del principe Edward. Quando finisce catturata da Bogey, il ladro più pericoloso del regno, Barbara si conferma una ragazza coraggiosa e ribelle e trasforma la vita di Bogey in un vero incubo. Da Viktor Glukhushin e Maksim Volkov, l’animazione russa è destinata esclusivamente al pubblico dei più piccoli.




Il vento soffia dove vuole

Antimo (Jacopo Olmo Antinori) è un giovane devoto e tormentato che vive in un piccolo paese dell’Appennino emiliano. Segnato dalla morte della madre, si divide ogni giorno tra la parrocchia, gli incontri innocenti con la fidanzata Miriam (Gaja Masciale) e la stalla in cui lavora con il padre. Nel semplice contadino Lazzaro (Fiorenzo Mattu), il garzone della stalla vicina, Antimo vede un discepolo e decide di convertirlo. Ma non con la religione imparata a catechismo, bensì con una sua personale lettura del cristianesimo decisamente diversa dal canone. Passata in festival importanti come Karlovy Vary e Thessaloniki, l’opera seconda di Marco Righi è una raffinata e complessa odissea spirituale no-budget. Da sostenere.




Puccini e la fanciulla

Nel 1908 a Torre del Lago, frazione di Viareggio, Doria Manfredi (Tania Squillario), la cameriera di Giacomo Puccini (Riccardo Joshua Moretti), è accusata dalla moglie del maestro, Elvira (Giovanna Daddi), di essere l’amante di suo marito. La ragazza, incapace di sopportare l’ingiuria, si toglie la vita, ma una visita medica post mortem rivela la sua verginità. Alla figura di Doria si ispira Puccini per il personaggio di Liù della Turandot. Un appassionante e intelligente biopic senza dialoghi firmato da Paola Baroni e Paolo Benvenuti, il sottovalutato regista di Confortorio e Segreti di Stato.




16 millimetri alla rivoluzione

Luciana Castellina, storica dirigente comunista e fondatrice del Manifesto, si interroga su cos’è stato il PCI e cos’è rimasto del partito. Un viaggio nel tempo prodotto dall’AAMOD (l’Archivio audiovisivo del Movimento operaio e democratico) per riscoprire il senso dell’impegno politico, del confronto e della solidarietà. Giovanni Piperno riflette su quest’eredità grazie alle immagini d’archivio girate da grandi registi italiani per il partito tra gli anni Cinquanta e gli Ottanta.




L’avamposto

L’attivista scozzese Christopher Clark ha costruito nel cuore dell’Amazzonia il suo avamposto del progresso: una società utopica basata sull’equilibrio tra natura e tecnologia, gestita e preservata dagli abitanti della foresta. Col passare del tempo, però, questo posto rischia ogni giorno di essere distrutto dai continui incendi. A quel punto Clark contrasta la distruzione della foresta con un evento spettacolare: un concerto dei Pink Floyd dentro l’inferno verde per convincere il governo brasiliano a istituire una riserva. Un’incredibile storia vera ricostruita con passione e accuratezza dal montatore e regista catanese Edoardo Morabito.




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