La dichiarazione di Vinicio Marchioni

Tra i moltissimi commenti (anche vip) della vicenda dell’insegnante di Palermo ‘sospesa’ dal suo incarico abbiamo letto anche la dichiarazione di Vinicio Marchioni su Instagram: “Ciao, mi chiamo Vinicio, ho 44 anni e vengo da una famiglia ignorante, non colta. Mio padre non ricordo se avesse finito le superiori, mia madre si, poi ha fatto tutti i mestieri, fino a qualche anno fa si diceva operaia. A casa nostra però non sono mai mancati i libri. Pochi, ma c’erano. Ricordo l’enciclopedia dei 15, il romanzo da cui è stato tratto Serpico, La pelle di Malaparte, 20.000 leghe sotto i mari e i ragazzi della via Pal.”

L’attore di Tutta Colpa di Freud ha voluto ricordare in particolare una persona molto importante della sua adolescenza: “Poi alle superiori ho incontrato un Professore di Lettere (facevo il Tecnico industriale..!) Alberto Averini si chiamava. A 16 anni mi ha regalato 1894 di Orwell, poi La fattoria degli animali, poi Edgar Lee Masters. Molte sere ci invitava a casa sua, con sua moglie e i figli a giocare a Risiko, il primo goccio di whisky l’ho bevuto da lui, leggevamo Leopardi, ci sentivamo la setta dei poeti estinti de L’attimo fuggente. Il professor Averini non era comunista come si potrebbe pensare ragionando per clichè, anzi era un convinto anticomunista, si definiva liberale. Quelle sere discutevamo, crescevamo, litigavamo, noi adolescenti è lui poco più che 50enne credo.”

La dichiarazione di Vinicio Marchioni in occasione del teacher day

La dichiarazione di Vinicio Marchioni è stata pubblicata proprio in occasione del teacher day, giornata istituita per sostenere Rosa Maria dell’Aria e la libertà di espressione: “Ecco, dopo i fatti di Palermo, in questo clima di boia (chi molla) e ghigliottine delle pensiero; io ringrazio ufficialmente il Professor Alberto Averini e tutti gli insegnanti che spendono il loro tempo (poco remunerato e malissimo organizzato da una sistema scolastico che dovrebbe essere al primo posto di qualsiasi programma di governo senziente) perché hanno una responsabilità enorme, formare le menti di domani. “La cultura e la libertà saranno le cose che ti mancheranno quando crederai di avere tutto; e le uniche cose che ti resteranno quando avrai perso tutto”. Ad Alberto Averini – Paolo Minasi, Antonio Palma, Luciano Pietropaolo- e a tutti gli insegnanti (appassionati) delle scuole italiane, semi abbandonati, come le strutture in cui insegnano. Viviamo tempi di resistenza culturale, civile, umana. Grazie a chi combatte questa battaglia ogni giorno silenziosamente”

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